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Ospedale Nizza, lavori a rilento?
La colpa è della Regione

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Articolo pubblicato il 13/07/2015 alle ore 07:00.
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Il cantiere in Regione Boidi
Strascichi di polemiche in Valle Belbo dopo lo stop ai lavori nel cantiere per il nuovo presidio ospedaliero in regione Boidi. Alla riunione della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte, il 1° luglio scorso, sono intervenuti amministratori ed ex amministratori, dirigenti ed ex dirigenti, per ripercorrere la vicenda del travagliato progetto. Scettico sull'utilità dell'iniziativa Maurizio Carcione, che era sindaco quando la Regione, presidente Mercedes Bresso, decise di costruire un nuovo ospedale per il sud Astigiano: «Trovo paradossale che la Regione abbia convocato una commissione, chiedendosi perché i lavori non siano andati avanti, quando è stata la prima ad avere stanziato poco o nulla rispetto alla copertura finanziaria originariamente prevista dall'Accordo di Programma».

L'ex primo cittadino nicese ribadisce di ritenere il sito scelto in regione Boidi adeguato: «Si trova in zona baricentrica per la valle, fuori dalle fasce esondabili, una superficie molto estesa e pianeggiante in area industriale dove già altri avevano costruito. I detrattori non hanno saputo fornire una posizione migliore. Le audizioni dei dirigenti hanno confermato che non è stata l'individuazione della falda e la modifica del progetto a intaccarne l'esito: la riprova è che l'ospedale è costruito». E se Carcione insiste nella necessità, a suo dire, da parte di Comune di Nizza di impugnare l'Accordo di Programma nelle sedi competenti (su questo tema le opinioni sono contrastanti; l'ex assessore Tonino Spedalieri ritiene che il documento non sia comunque da considerarsi valido), il sindaco nicese Flavio Pesce accenna a una richiesta ricevuta durante il suo intervento in commissione: «Mi hanno domandato notizie della variante nella destinazione d'uso dell'edificio che attualmente ospita l'ospedale S. Spirito, in piazza Garibaldi. Attendiamo, per questo, la richiesta dall'ASL Asti, che dovrà scegliere in base all'acquirente dell'edificio e al futuro utilizzo. Finché non ci dicono cosa andrà nel nuovo presidio della Valle Belbo, non ci sarà nessuna variante».

Sul cantiere dei Boidi dice la sua anche il coordinamento provinciale di Forza Italia: «A oggi sono stati spesi più di 14 milioni di euro per l'attuale presidio, almeno altri 3 verranno spesi per riserve e blocco del cantiere con il rischio, assolutamente concreto, che si spendano altri milioni per compensare la ditta vincitrice dell'appalto per il mancato utile». Da questo punto di vista esorta a un'azione immediata il sindaco di Canelli Marco Gabusi: «È necessario mettere repentinamente in campo un nuovo progetto per la struttura della Valle Belbo, in modo che possa essere completata inserendo importanti servizi per i cittadini della Valle».

Fulvio Gatti

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