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Operai Dierre in sciopero
«Vogliamo più tutele»

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Articolo pubblicato il 23/10/2015 alle ore 12:00.
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Dierre Villanova
In prossimità della scadenza dei contratti di solidarietà al 31 ottobre, crescono le distanze tra azienda e parti sindacali alla Dierre di Villanova e i lavoratori, all'annuncio dell'attivazione di una cassa integrazione straordinaria unilaterale, incrociano le braccia. «Alla Dierre centrale siamo in sciopero da martedì, non abbiamo più avuto contatti con l'azienda, il clima è acceso e non escludiamo altre azioni, anche eclatanti», fa sapere Claudio Chierchiello, Fiom-Cgil.

«Nel corso dell'ultimo incontro con la proprietà, lunedì pomeriggio, abbiamo ribadito la nostra richiesta di cassa integrazione ordinaria temporanea per otto settimane e di valutare la possibilità di ricorrere a una rotazione globale o a chiusure collettive, per limitare il più possibile l'impatto sulle retribuzioni, anche a fronte della novità introdotta dalla legge delega del Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali, che equipara la retribuzione persa del contratto di solidarietà alla cassa ordinaria e straordinaria -– spiega Chierchiello - Non escludendo altre soluzioni, abbiamo inoltre chiesto il riconoscimento dei ratei, vale a dire la percentuale di ferie, permessi e tredicesima sulle ore lavorate, non maturati dal lavoratore in cassa integrazione, rimanendo disponibili a una trattativa sulle percentuali. Per tutta risposta –- prosegue - l'azienda ha dichiarato che la strada della cassa integrazione ordinaria non è percorribile, sostenendo la possibilità di avviare un nuovo contratto di solidarietà per la Dierre centrale e, all'occorrenza, ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per gli altri poli produttivi, senza il riconoscimento dei ratei».

«Dopo quasi cinque ore di discussione e considerata la distanza delle posizioni -– aggiunge ancora Chierchiello - ci siamo alzati. La situazione è degenerata martedì mattina, quando l'azienda, mediante un comunicato, ha reso nota la decisione di attivare una cassa integrazione straordinaria unilaterale per crisi, senza alcun accordo sindacale, per la divisione centrale e Atra. L'azienda non può fare ciò che vuole. Finché non firmeranno un accordo di tutela per tutti i lavoratori (400 circa) resteremo fuori dai cancelli». La direzione Dierre, tramite il suo legale Marina Faretra, comunica la volontà di non rilasciare alcuna dichiarazione. «Non si tratta di un atteggiamento di chiusura –- sottolinea l'avvocato -– ma di una scelta di responsabilità. La decisione della cliente risiede nel fatto che una qualunque dichiarazione potrebbe andare a pregiudicare ulteriormente una situazione già difficile e peraltro in evoluzione». E per oggi, venerdì, è previsto un incontro in Comune al quale, oltre ai sindacati, dovrebbe partecipare la proprietà.

Marzia Barosso

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