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Oncologo e diabetologo in rete
coordinano la gestione dei pazienti

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Articolo pubblicato il 03/02/2016 alle ore 13:30.
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Dottor Luigi Gentile e il dottor Franco Testore fra i relatori dell'incontro
Si è tenuto al Cardinal "Massaia" un importante convegno che ha avuto per tema le problematiche relative alla gestione dei pazienti colpiti da malattie tumorali e dal diabete: vi hanno preso parte i rappresentanti dell'ASL astigiana, della Scuola di Medicina e dell'Università di Torino, oltre che della rete oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta.

Gli obiettivi del convegno, pur affrontati ad alto livello scientifico ed organizzativo, sono stati molto pratici, come spiega il direttore della Struttura di Diabetologia dell'Asl di Asti, il Luigi Gentile: «Il convegno è stato un significativo momento di crescita culturale e di costante confronto sulla relazione esistente fra due importanti temi della medicina, allo scopo di favorire il miglioramento dei risultati clinici e della qualità dei servizi offerti al paziente che, oltre ad essere diabetico (o con patologia endocrina), abbia anche problemi di carattere oncologico. A questa categoria di persone bisogna in ogni modo facilitare le cure e ciò può accadere solo realizzando il massimo coordinamento fra i medici specialisti di diabete e di oncologia. Si tenga poi presente che oggi esiste la nuova categoria delle persone guarite dal cancro ma affette dal diabete: a tutti è indispensabile offrire una risposta organica sulle cure da effettuare, tenendo presenti i diversi aspetti delle due patologie».

I malati di diabete e cancro sono sempre più numerosi e la gestione nello stesso individuo delle due malattie presenta spesso importanti difficoltà: basti pensare che la malattia diabetica si associa ad un aumentato rischio di sviluppare vari tipi di tumori e nel contempo aumenta il rischio di morte per il paziente. «La presenza di diabete nel paziente oncologico – prosegue il dottor Gentile - pone diversi problemi complessi relativi alla gestione clinica, quali le modalità da adottare per controllare nel modo migliore l'iperglicemia, le potenziali limitazioni dei consueti trattamenti antitumorali e le eventuali ripercussioni generali dei suddetti trattamenti. Molto spesso Oncologo ed Endocrinologo-Diabetologo, si sono trovati a lavorare in modo scoordinato, determinando problemi quali la duplicazione degli interventi, ricoveri inappropriati, ritardi nell'accesso ai servizi da parte dei diabetici, lavoro improprio con appiattimento delle prestazioni, demotivazione e perdita di professionalità da parte di entrambi».

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