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Omicidio Di Gianni, due mesi
per tradurre le frasi in calabrese

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Articolo pubblicato il 04/03/2016 alle ore 18:30.
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La scena del delitto in cui rimase vittima Luigi Di Gianni
Si è preso 60 giorni di tempo il perito incaricato dal gip Giannone per l’esame fonico su alcune intercettazioni telefoniche nell’ambito dell’udienza preliminare sull’omicidio di Luigi Di Gianni, il socio del night club di Strevi freddato da alcuni colpi di fucile davanti alla sua abitazione di Isola d’Asti nel gennaio di tre anni fa. L’affidamento è stato effettuato mercoledì mattina, in una udienza lampo in cui erano presenti sia la vedova della vittima, costituitasi parte civile attraverso l’avvocato Rattazzi che i difensori dei due indagati: Ferdinando Catarisano e Ivan Commisso, gli avvocati Mirate, Gatti e Repetti.

La perizia sulle intercettazioni viene ritenuta determinante per la decisione di rinviare i due a giudizio per omicidio volontario perché è su esse che si fonda la solidità dell’accusa. In due o tre passaggi di conversazioni telefoniche, infatti, gli indagati e il loro entourage familiare e di amicizie hanno fatto riferimento all’omicidio Di Gianni. Per la pubblica accusa, sostenuta dal pm Boschetto e per la polizia giudiziaria che ha lavorato al caso, quelle conversazioni in dialetto calabrese conterrebbero una sorta di confessione o di attribuzione di responsabilità precise dell’omicidio mentre i consulenti della difesa sostengono che siano state tradotte male, stravolgendo il significato reale di quanto detto.

Il gip ha aggiornato l’udienza al 9 giugno quando verranno discusse le conclusioni del perito e dei consulenti (di difesa e di parte civile). Mentre, fra un mese, in Corte di Cassazione si discuterà sull’arresto dei due indagati. Arresto chiesto e respinto già per due volte dal gip di Asti ma ritenuto fondato invece dalla Corte d’Appello di Torino. I difensori hanno allora fatto ricorso alla Cassazione che avrà l’ultima parola sulla libertà di Catarisano e Commisso.

d.p.

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