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Omicidio di Canelli:
a ottobre ci fu una denuncia

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Articolo pubblicato il 20/11/2015 alle ore 07:00.
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I carabinieri sul luogo dell'omicidio
Gli amici la ricordano come una persona solare, bella, dolce e sempre a modo. Barbara Natale, la donna di 44 anni uccisa sabato scorso a Canelli, «era disponibile e di animo nobile, con un affetto smisurato per le sue due figlie e completamente dedita alla famiglia». Diversi testimoni quel sabato mattina, a Canelli, in strada nei pressi della stazione ferroviaria, si sono trovati ad assistere, senza avere il tempo di intervenire in alcun modo, all’aggressione brutale alla donna da parte del marito, Luigi Caramello, 47 anni, fuggito dopo l’agguato e catturato dai carabinieri in un bosco alla Bazzana di Mombaruzzo, dopo una caccia all’uomo durata nove ore.

Sono emerse nelle ore successive all’efferato omicidio le difficoltà all’interno della coppia e, in questi giorni, attraverso l’avvocato Laura Capra di Canelli, a cui Barbara si era rivolta, la famiglia della donna evidenzia alcune precisazioni circa le iniziative che lei stessa aveva preso nel periodo precedente la tragedia che si è poi verificata.

«I congiunti della signora Barbara Natale, ossia le figlie, la mamma e le sorelle, addolorate per le notizie inesatte o incomplete pubblicate su alcune testate giornalistiche, mi hanno incaricata ed autorizzata a svolgere alcune precisazioni, per evitare che sia fornita un’immagine della povera signora Barbara assolutamente slegata dalla realtà – scrive in una nota l’avvocato Capra – E’ necessario infatti precisare che non corrisponde al vero che la signora Natale non intendesse sporgere denuncia nei confronti del marito per non metterlo in difficoltà: una denuncia fu sporta da Barbara alla fine del mese di ottobre scorso, ma quando gli eventi sono tragicamente precipitati le indagini non erano ancora concluse. A ciò bisogna poi soggiungere che, a differenza di quanto riportato da alcune testate, la signora era fermamente intenzionata ad interessare la Giustizia sulla propria situazione, stigmatizzando i comportamenti del signor Caramello, dato che si era rivolta alla Associazione “Mai + Sole” per avere un aiuto concreto, e la stessa associazione l’aveva indirizzata a me, che collaboro insieme ad altri legali con l’associazione stessa. Ho incontrato e ricevuto la signora Barbara Natale più volte ed erano pendenti con l’avvocato Roberta Ponzio di Alba, che assisteva il marito Luigino Caramello, concrete trattative volte a far raggiungere ai coniugi un accordo per una separazione consensuale. Purtroppo la situazione si è improvvisamente aggravata in un modo assolutamente inaspettato ed imprevedibile. In sostanza, la famiglia della signora Natale non vuole che si abbia della povera Barbara un’immagine non corrispondente alla realtà. La signora Barbara era più che mai decisa, dopo tante angherie subite, ad interrompere il rapporto con il marito per il proprio bene e, soprattutto, per quello delle figlie. Le mie assistite ora sperano che su questa triste vicenda scenda un velo di rispettoso silenzio, confidando che la magistratura renderà loro giustizia senza inutili ulteriori clamori».

Marta Martiner Testa

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