Economia e lavoro
Villanova e San Damiano

O/Cava, i malumori non si placano

«L’azienda aveva cambiato i nostri turni di lavoro stravolgendo le nostre vite», spiegano i lavoratori in una lettera

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Articolo pubblicato il 13/04/2016 alle ore 06:58.
O/Cava, i malumori non si placano 3
L'ingresso della O/Cava Meccanica di Ferrere

Continuano i malumori alla O/Cava Meccanica Spa, fonderia di Ferrere specializzata nella produzione di componenti per veicoli pesanti, a seguito dell’abbandono della vecchia organizzazione del lavoro con notte fissa, in favore di una nuova rotazione su tre turni e riduzione della maggiorazione retributiva, così come previsto da contratto nazionale. Questa volta a far sentire la loro voce sono una ventina di operai che si sono rivolti prima alla Fiom-Cgil e poi allo SPreSAL giudicando troppo pesante la turnazione su base mensile (tre mesi di turno diurno e tre mesi di turno notturno) attivata dall’azienda a fronte di una crescente domanda di lavoro notturno. «Da più di un anno e mezzo l’azienda, unilateralmente, aveva cambiato i nostri turni di lavoro, rendendoli insostenibili, e, di fatto, stravolgendo le nostre vite», spiegano i lavoratori in una lettera.

«Nonostante i numerosi incontri tra i nostri delegati e la proprietà, nulla è cambiato. Anzi, il 23 luglio scorso la direzione, sostenendo di essere nel giusto, affiggeva in bacheca un documento con il quale obbligava i lavoratori alla nuova turnazione a partire dal 1° settembre, con il benestare della Fim-Cisl. Il braccio di ferro è proseguito fino a gennaio, quando abbiamo chiesto al sindacato di intervenire con un mandato scritto. Solo allora, la Fiom si è rivolta allo SPreSAL, il quale ha disposto l’applicazione del contratto nazionale». «Ci dispiace che per questa vicenda si siano creati disagi familiari ed economici, a noi come ai nostri colleghi, ma le regole e la salute vengono prima degli interessi personali: non possono essere rispettate o infrante a seconda dei nostri comodi. Rinunciare alla tutela dei diritti di pochi per evitare che altri debbano rinunciare a privilegi acquisiti è un messaggio totalmente sbagliato».

m.b.

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