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Nuovo ospedale Nizza, M5S: «Da ospedale a struttura con "valenza sanitaria"»

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Articolo pubblicato il 16/01/2016 alle ore 07:00.
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Romano e Bono (M5S) in visita al cantiere nel 2013
Si riaccendono le polemiche sul costruendo presidio ospedaliero in regione Boidi a Nizza Monferrato, dopo le dichiarazioni del sindaco Flavio Pesce che, in accordo con la dirigente sanitaria dell'ASL astigiana Ida Grossi e il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo, ha rassicurato sul completamento e l'entrata in funzione della struttura entro il 2018, con fondi regionali e la collaborazione di privati. A rinfocolare le discussioni, tra l'altro, l'amplificazione a livello nazionale del caso a seguito di un servizio di Striscia la Notizia.

Sono gli attivisti del Movimento 5 Stelle a mettere in dubbio quella che sembrava una notizia certa, ovvero la presenza, nel presidio una volta completato, di un Punto di Primo Intervento. «Non è chiaro quale sia il gioco tra Regione e Comune di Nizza Monferrato ma una cosa è certa: CAVS e hospice escludono la presenza del Pronto soccorso. Le delibere regionali e il DL 70/2015 non lo prevedono – spiega il consigliere regionale Paolo Mighetti – Il presidio della Valle Belbo non sarà quindi un ospedale vero e proprio, ma una struttura a valenza sanitaria, insomma quasi una casa di riposo ma costata quanto un ospedale. Se ne faccia una ragione il sindaco Pesce che continua a promettere un punto di primo intervento che probabilmente sarà solo la sede della Guardia medica». Gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle puntano inoltre il dito su una presunta carenza di trasparenza da parte della Regione Piemonte: «Più volte, sia durante l'audizione in commissione sanità che rispondendo ad un nostro accesso agli atti sulle riserve che la ditta costruttrice avanza verso l'Asl AT, è stata fornita una "non risposta" da parte della Giunta regionale. La dimostrazione più evidente di come il progetto di realizzare un ospedale sia ormai naufragato».

Secondo i dettagli forniti dall'Azienda Sanitaria Locale, i 28 milioni di euro al momento necessari per completare e rendere funzionante il presidio proverrebbero, in parte, da un mutuo sul punto di essere acceso per un importo di 10 milioni. Anche su questo gli attivisti manifestano perplessità: «Forse questo mutuo servirà per pagare le eventuali riserve nate dopo la cessazione del contratto? In tal caso non solo non servirebbero per completare l'opera ma solo per finire di pagare i frutti di un progetto sbagliato, ovvero una cattedrale incompleta». I restanti 18 milioni di euro, in base a quanto indicato dal sindaco Pesce, sarebbero forniti a seguito di gara d'appalto, con costruzione in concessione e successiva assegnazione di una parte della struttura, e servizi specifici come l'hospice, a privati.

Fulvio Gatti

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