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Nuovo ospedale di Nizza, in arrivo
possibile capitale privato

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Articolo pubblicato il 07/06/2015 alle ore 07:00.
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Pesce con l'ex presidente Bresso al cantiere in regione Boid
Superato il putiferio sollevato dalla rescissione del contratto con l'azienda costruttrice, restano le incognite sui fondi necessari per portare a termine l'edificio e sui contenuti dell'ospedale-non-ospedale della Valle Belbo. Il sindaco nicese Flavio Pesce ha incontrato lo scorso venerdì, a Torino, l'assessore regionale alla sanità Antonio Saitta, alla presenza dell'assessore nicese ai servizi sociali Massimiliano Spedalieri e della dirigenza dell'ASL astigiana. «Si è trattato in effetti del primo di una serie di incontri di confronto, in cui abbiamo fatto presente i problemi –- spiega Pesce -– Le condizioni per riaprire una strada che porti alla conclusione dei lavori ci sono. Secondo la Regione, il contratto in essere è stato rescisso in quanto non era più possibile gestirlo, ma l'intento è di terminare l'opera».

Le alternative sul piatto contemplano l'utilizzo di fondi pubblici, tutti da reperire, oppure una soluzione "mista" che preveda l'ingresso di capitale privato. Al riguardo, il Sindaco di Nizza Monferrato è possibilista: «Non ho preclusioni ideologiche nei confronti degli investimenti privati nella sanità, l'importante è avere chiara la distinzione delle competenze tra i rispettivi ambiti. Nella nuova struttura in regione Boidi dovranno trovare spazio i servizi attualmente al Santo Spirito: innanzitutto un punto di primo intervento». Pesce sottolinea quanto sia indispensabile un presidio in Valle Belbo per non sovraccaricare Asti di utenze: «Il pronto soccorso del Cardinal Massaia non è in grado di reggere gli 11 mila accessi annui attualmente su Nizza. Ovviamente da noi ci sono accessi impropri e codici bianchi, ma se avvengono è perché si tratta dell'unica risposta possibile alle urgenze di tipo sanitario. Non tutti i problemi possono aspettare, per essere risolti, 48 ore per la visita del medico di famiglia».

L'alternativa pubblica riguarderebbe invece, pare, un'acquisizione dell'immobile da parte della Cassa Depositi e Prestiti, mentre nuova liquidità sarebbe reperibile grazie alla vendita dell'edificio, affacciato su piazza Garibaldi, che attualmente ospita il S. Spirito, un'operazione già contemplata nel progetto originario; per questo serve una variante di destinazione d'uso dell'immobile. Chiarisce Pesce: «L'incarico per la variante è già stato dato, a suo tempo, dal sindaco Lovisolo. Saranno gli acquirenti a dover proporre la nuova destinazione, che il Comune valuterà se compatibile o meno con la programmazione urbanistica». Per aggiornare i cittadini sui recenti sviluppi il Sindaco anticipa come sia in fase di definizione un consiglio comunale aperto sul tema del presidio della Valle Belbo.

Fulvio Gatti

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