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Nuovo ospedale della Valle Belbo:
«Tecnicamente non sarà un ospedale»

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Articolo pubblicato il 10/10/2014 alle ore 07:00.
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Il sopralluogo del M5S al cantiere dell'ospedale
Il presidio ospedaliero della Valle Belbo non sarà, tecnicamente, un ospedale. Lo afferma l'assessore regionale alla sanità Antonio Saitta: «Incontrerò i sindaci al più presto, perché vorrei discutere con loro di cosa possa essere utile dal punto di vista sanitario sul territorio. Mi pare chiaro, ed è già stato detto in precedenza, che un ospedale in senso stretto non ha molto senso. Si è accarezzato un sogno di questo tipo ma la cosa non regge, non sta nei parametri nazionali».

Si scioglie insomma il dubbio dei “contenuti” da inserire nella struttura, a lungo dibattuto fin dall'accordo di programma tra Comune di Nizza e Regione Piemonte nel 2008. «In Valle Belbo dobbiamo creare un punto sanitario che sia in grado di dare risposte immediate ai cittadini, che possa offrire sicurezza a quel territorio. E questo non significa, necessariamente, avere dei reparti. Possono essere più utili suggerimenti, cure, indicazioni, con conseguente indirizzamento del paziente in un luogo adeguato. L'importante è realizzare qualcosa di davvero utile». Quanto al cantiere in regione Boidi, il problema rimane di risorse: «L'impresa nel passato non è stata pagata. È una cosa che, al di là delle polemiche, abbiamo ereditato. È stata fatta una manovra per pagare le imprese, perché era una cosa da fare. L'opera dal nostro punto di vista deve essere terminata. Non appena avremo certezze sulle risorse contatteremo l'impresa e diremo loro di proseguire. È chiaro che a loro serva la certezza del pagamento».

A complicare le cose, secondo Saitta, sarebbe inoltre il progetto originario di cessione dell'immobile contenente l'attuale ospedale S. Spirito, le cui risorse sarebbero state conteggiate quasi come se già presenti: «Si tratta di 2 milioni e 720 mila euro, che ci saranno solo a seguito della vendita, cosa non scontata. È da verificare inoltre che l'immobile abbia ancora quel valore. Per questo quando ho iniziato a seguire la questione, avendo dubbi in merito, ho pensato di usare risorse 2014 dal fondo sull'edilizia sanitaria come anticipazione da parte della Regione, in modo da avere la presenza di fondi che sarebbero poi stati incamerati in seguito dalla cessione dell'immobile del S. Spirito».

Secondo il sindaco di Nizza Flavio Pesce, l'urgenza sta nella definizione di un piano finanziario regionale che garantisca il termine dei lavori: «La nostra città e la Valle Belbo hanno bisogno del presidio, a prescindere dalle dimensioni con cui si sceglierà di completarlo e dai suoi contenuti». L'alternativa, ricorda il Sindaco, è tutt'altro che piacevole: «Se il piano finanziario non ci sarà entro la fine dell'anno, l'impresa che si è aggiudicata l'appalto ha diritto di rescindere il contratto. Ma mi aspetto che le cose vadano nella maniera giusta».

Fulvio Gatti

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