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Nuova pavimentazione e arredi urbani
a Nizza Monferrato con i soldi del “Muda”

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Articolo pubblicato il 14/03/2016 alle ore 07:00.
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Un tratto di via Pio Corsi
Sono in partenza i lavori che la città di Nizza realizzerà con i fondi assegnati dal bando per il cosiddetto, all’epoca – parliamo del 2007 – progetto MUDA o Museo Diffuso Astigiano, che coinvolgeva in origine comuni delle allora unioni collinari di Nizza e di Canelli. L’ammontare delle risorse ricevute da parte della città del “Campanòn”, ridotto notevolmente rispetto a quanto previsto in partenza, è di circa 560 mila euro.

«Abbiamo cercato di mantenere comunque il filo conduttore dei vari interventi, che toccano il centro storico, il Foro Boario, Palazzo Crova e l’ex mattatoio in via Mario Tacca – spiega il sindaco Flavio Pesce – In parte si tratta di opere di consolidamento, in parte di nuovi progetti, legati alla vocazione turistica del nostro territorio, come la sala degustazione attrezzata a Palazzo Crova». Tra i lavori già partiti c’è il rifacimento della pavimentazione dei marciapiedi dell’intera via Pio Corsi, in quei tratti – la maggioranza – dove i marciapiedi non siano già in pietra di Luserna. La prospettiva è di un completamento entro il 25 aprile. Inoltre un’opera aggiuntiva sarà la realizzazione di arredo urbano mobile in grado di permettere di chiudere temporaneamente la viabilità automobilistica nel caso di manifestazioni estive, evitando l’uso di troppo vistose transenne.

Circa 81 mila euro il costo dell’opera, assegnata alla ditta Branda. Le risorse a disposizione permettono alcuni piccoli interventi decisivi, come l’ascensore nella palazzina di piazza Cavour oggi sede della Polizia Locale insieme a interventi di consolidamento (un totale di circa 68 mila euro), il montascale per diversamente abili nella palazzina dell’ex Giudice di Pace che diventa sede della biblioteca (circa 11 mila euro), altri consolidamenti nel tetto di Palazzo Crova e dell’adiacente sede della Croce Verde (circa 40 mila), nonché tende oscuranti e un piccolo angolo bar attrezzato nel lato del Foro Boario che guarda verso l’ospedale.

Infine circa 155 mila euro serviranno per la riqualificazione e messa in sicurezza dell’imponente struttura dell’ex mattatoio. Una rimessa in sesto integrale richiederebbe ben altre risorse, perciò ci si limita a intervenire sulle coperture e là dove le condizioni di degrado sono maggiori. Conclude Pesce: «Dopo queste opere, il passo successivo è la partecipazione ai nuovi bandi per progetti turistici come la pista ciclabile intercomunale e i percorsi del distretto paleontologico. Inoltre un bando specifico potrebbe permetterci di lavorare ulteriormente sull’ex macello».

Fulvio Gatti

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