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Nizza, meno negozi tradizionali
Crescono bar e ristoranti

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Articolo pubblicato il 17/03/2016 alle ore 07:00.
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Il centro storico di Nizza Monferrato
Una metamorfosi in corso, dal punto di vista commerciale, a Nizza Monferrato? Sembrano dirlo i dati delle aperture e chiusure in città tra il 2015 e i primi mesi del 2016. Da quelli, nonché da una banale constatazione di chiunque transiti all'ombra del "Campanòn", risulta evidente come sia in corso un vero e proprio "boom" di attività di somministrazione, soprattutto nel centro storico, mentre a calare sono i negozi tradizionali. Funestata dalle chiusure in particolare via Pio Corsi, che ha perso negli ultimi 24 mesi almeno 3 botteghe dalla lunga storia, tra cui una cartolibreria e un abbigliamento, e in particolare all'estremità della via che si affaccia su piazza Cavour spiccano alcune vetrine vuote da ormai parecchio tempo.

A fronte di questo, sono state numerose però le inaugurazioni di locali, non solo ristoranti ma anche luoghi "misti", per aperitivo e socializzazione, mentre un ulteriore paio di nuove attività del settore sono attese a breve. Il saldo tra aperture e chiusure segna un ottimistico "+3". Per 14 cessazioni di esercizio, in ambito estraneo agli alimentari, c'è stata una sola chiusura in ambito di somministrazione, con immediato subingresso. Tra i "tagli del nastro" si segnala invece una parità perfetta: 9 nuovi locali per la somministrazione e 9 nuove attività di settore differente. Al di là insomma della fin troppo diffusa vulgata sul futuro turistico della Valle Belbo, tutto da costruire, almeno un fenomeno riscontrabile per quanto riguarda Nizza sembrerebbe evidente. Che quel centro storico ben riconoscibile, delimitato dai portici e tagliato in due dalla piazza del municipio, diventi punto di riferimento, enogastronomico e non solo, per chi visita la zona?

«Che ci sia una trasformazione in atto nell'offerta, mi sembra chiaro -– commenta l'assessore al commercio Valter Giroldi -– A fronte di botteghe storiche che purtroppo chiudono ci sono altre persone che si mettono in gioco. La crisi c'è, ma c'è anche una Nizza che lotta, e posso dire che il saldo positivo, insieme agli ultimi 5 anni ragionevolmente stabili, sorprende piacevolmente anche me». Se la metamorfosi arriverà a compimento, è tutto da vedere. Tra i problemi per le nuove attività, secondo l'Assessore, c'è l'elevata tassazione: «Secondo la legge regionale che chiede la "monetizzazione" dei posti auto nel centro, un nuovo negozio si ritrova a dover versare anche 6000 euro, una cifra che può pregiudicare l'apertura stessa». Importante è anche il numero dei bar, sparsi un po' in tutta città. Forse sono troppi?

«Evidentemente, la domanda deve ancora essere pienamente soddisfatta, per quantità o qualità. L'augurio a chi si cimenta con la somministrazione è lavorare al meglio, con professionalità e competenza, perché rispetto al passato il mercato ti concede meno tempo per crescere».

Fulvio Gatti

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