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Nizza, il nuovo ospedale
finisce alla Corte dei conti

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Articolo pubblicato il 27/05/2015 alle ore 10:45.
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Il cantiere visto dall'interno
La storia del travagliato cantiere in regione Boidi -– l'atteso "ospedale della Valle Belbo" che non sarà più un ospedale -– sarà consegnata, sotto forma di fascicolo, alla Corte dei Conti. Lo annunciano l'assessore regionale alla sanità Antonio Saitta e il presidente Chiamparino, dopo le polemiche seguite alla rescissione del contratto con l'impresa costruttrice: «Siamo i primi interessati alla verifica puntuale delle responsabilità dal 2008 in poi. (...) Dopo esserci impegnati a fine 2014 per reperire ulteriori 3 milioni di euro da versare alla ditta, oggi lavoriamo per scongiurare il rischio di lasciare incompiuto un cantiere così costoso per la collettività piemontese. Ma non ci stiamo a registrare impassibili proteste e polemiche di tanti che avrebbero dovuto per tempo vigilare, segnalare, impegnarsi per la realizzazione dell'opera in tempi certi e che oggi gridano allo scandalo».

Assessore e Presidente ribadiscono che l'urgenza sta nel reperire risorse certe per completare la struttura in tempi ragionevoli con una nuova gara d'appalto; ma si lavorerà nel contempo anche sui contenuti: «Siamo certi che la struttura avrà una destinazione adatta al territorio; pensiamo ad esempio ad una di quelle che ci piace chiamare case della salute e che trovano definizione nel piano di assistenza territoriale di prossima approvazione». Le voci di protesta per lo stop al cantiere sono giunte, politicamente parlando, da Forza Italia e M5S, ai quali si aggiunge la Lega Nord astigiana per voce del segretario nicese Andrea Ameglio, che annuncia un presidio sotto il Comune di Nizza per chiedere chiarezza: «Crediamo che l'ultimazione dei lavori in tempi brevi sia un atto dovuto, un anno di stop porterà ad un sicuro aumento dei costi dato che la struttura non avendo ancora porte e finestre, sarà lasciata alle intemperie quindi ad usura. Per non contare il fatto che una struttura del genere lasciata allo sbando senza controlli potrebbe a breve trasformarsi in dormitorio di fortuna per clandestini e tossico dipendenti».

A dire la sua è anche l'ex sindaco nicese Maurizio Carcione: «Quello che non capisco è perché non sia stato dato seguito all'Accordo di Programma firmato nel 2008 tra Comune di Nizza, ASL e Regione. Era prevista una commissione di vigilanza, mai attivata». L'ex primo cittadino negli anni con il circolo culturale Politeia ha portato avanti iniziative per sollecitare, da parte del Comune, la rivendicazione del rispetto dell'Accordo di Programma. Quanto ai contenuti della struttura in regione Boidi, l'ex assessore Sergio Perazzo contesta la prospettiva di farne un hospice o struttura di lungodegenza: «Mi sembra una proposta senza senso, viste le dimensioni dell'edificio». Il dialogo, a livello istituzionale, è rimandato a venerdì, quando il sindaco nicese Flavio Pesce incontrerà l'assessore Saitta a Torino.

Fulvio Gatti

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