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Nizza: flop Unesco ed Expo
vince solo il passaparola

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Articolo pubblicato il 01/07/2015 alle ore 07:00.
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La fontana di piazza XX Settembre
L'unico vero turismo a Nizza Monferrato, per ora, è quello legato all'enogastronomia, con visite di breve durata e, come destinazione principale, le cantine dei produttori locali e i rinomati ristoranti cittadini. Perciò, a un anno dall'inserimento dei paesaggi del vino di Langhe-Roero e Monferrato tra i siti Unesco, abbiamo interpellato alcuni esponenti nicesi della ristorazione per scoprire che, per quanto la presenza estera sia cresciuta negli ultimi due anni e divenuta ormai piuttosto stabile, non sembra esserci stato un vero incremento di presenze; anzi, secondo alcuni la stagione estiva appena partita sarebbe addirittura più "fiacca" rispetto a 12 mesi fa.

Particolarmente critico è Massimiliano Parodi dell'Osteria Eneo: «La scorsa estate, il giovedì sera, avevo 25/30 coperti, principalmente stranieri. Ora il giovedì sera ho il dubbio se tenere aperto. Per fortuna posso contare su visitatori dall'Albese grazie alla collaborazione con l'ente turismo». Secondo Parodi, dopo presenze di svizzeri e tedeschi ad aprile e maggio, ora il flusso sarebbe scarso, per di più aggravato da una minore propensione alla spesa da parte di chi arriva da oltre confine. Annunciato a lungo come grande "portatore di ricaduta", in termini di visite, anche per il basso Piemonte, l'Expo 2015 risulta il grande assente tra i motivi del viaggio a Nizza sia secondo Parodi che per Cristiano Baldi di Terzo Tempo Osteria Moderna: «Molti sono qui per lavoro, oppure è utile il passaparola. Sono aumentati i turisti da Belgio e Olanda, ho avuto americani e giapponesi. Ma ciò che funziona di più sono le segnalazioni ad amici: ho clienti affezionati dall'Austria che ritornano tutti gli anni».

E se le nazionalità più presenti tra i clienti della Locanda del Campanòn, secondo il titolare Gianluca Lotta, sarebbero principalmente tedeschi e danesi, il Ristorantino Tantì registra quest'anno in particolare l'arrivo di avventori inglesi e francesi, oltre al "target classico" di cittadini nordeuropei. «Personalmente non ci possiamo lamentare -– commenta Silvia Bisoglio -– I visitatori sono ospiti dei bed&breakfast della zona e poi vengono in città per pranzo e cena. Le difficoltà maggiori sono che comunque devono muoversi in macchina, non avendo alternative di trasporto. Inoltre sembra che a volte abbiano difficoltà a sapere cosa fare: vanno a far visita alle cantine di Canelli, oppure alle nostre, se le trovano aperte. Sarebbe bello che ci fossero più spesso le visite guidate di Nizza, dato che nel centro storico non mancano le cose da vedere».

Sulle esigue aperture domenicali di bar e cantine punta il dito Massimiliano Parodi di Eneo. Mentre Silvia Bisoglio sottolinea l'importanza di una certa elasticità da parte dei ristoratori: «Lo scorso fine settimana, verso le 15, è arrivato un gruppo di ben 9 finlandesi. Abbiamo scelto di dar loro ugualmente da pranzo, senza essere troppo fiscali sugli orari, perché è importante andare incontro alle esigenze dei clienti».

Fulvio Gatti

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