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Niente scuola, i miei figli
me li educo da sola a casa

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Articolo pubblicato il 14/12/2012 alle ore 16:43.
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Una madre durante una lezione di botanica con i due figli
Erika Di Martino è cresciuta e ha frequentato le scuole ad Asti, qui ha perfino un passato da speaker radiofonica per l’emittente "Primaradio"dal ‘94 al ‘98, ora vive tra Milano e Pavia ed è una convinta sostenitrice dell’homeschooling - educazione parentale, in Italia. Erika ha 32 anni e dopo avere conseguito un laurea in lingue straniere ed aver fatto l’insegnante per alcuni anni, ha deciso di educare autonomamente i suoi quattro figli, in casa. Per educazione parentale si intende infatti quando una famiglia decide di assumersi la responsabilità di istruire i propri figli non mandandoli a scuola, ed Erika ha deciso che per i suoi bambini lei sarebbe stata non solo "la mamma", ma anche "la maestra".

Inevitabile il richiamo alla memoria dell’antica figura dell’istitutrice, protagonista di un passato ottocentesco, ma non sarebbe corretto considerare Erika una moderna Jane Eyre perché lei è un’insegnante che attraverso l’homeschooling non istruisce i figli degli altri, ma i suoi.
In Italia ci sono circa 500 famiglie che hanno preferito l’homeschooling all’istituzione scolastica e il fenomeno pare essere in crescita, tanto che queste famiglie hanno avvertito la necessità di fare rete per scambiarsi idee e consigli e creato a questo scopo il sito web www.educazioneparentale.org.
Perché educare da sé i propri figli anziché usufruire della scuola?

Diverse sono le ragioni che spingono una famiglia a fare questo tipo di scelta e comunque i motivi non possono ridursi qui a una banale generalizzazione, ma risulta necessario ricercare il perché caso per caso. Proprio per questo siamo andati a cercare Erika, per saperne di più e per approfondire l’argomento con una persona che non solo ha scelto l’educazione parentale, ma che aiuta con consulenze ad hoc le famiglie che ne manifestano l’intenzione, a realizzare l’homeschooling.
Erika per questo è ormai conosciuta anche dai media, è recente infatti la sua partecipazione al programma di La7 "Cristina Parodi live". L’abbiamo trovata tramite il suo sito www.controscuola.it, in cui apre tante piccole finestre sul suo mondo e sul suo modo di educare i figli.

Erika, innanzi tutto che cos’è l’homeschooling e quali sono i principi su cui si basa?
L’homeschooling si realizza quando una famiglia decide di educare i propri figli, gli educatori possono essere i genitori oppure la famiglia può decidere di avvalersi di tutor. Per quanto mi riguarda, mi avvalgo per musica di un tutor, mentre mi occupo personalmente di tutte le altre materie. La parola homeschooling può trarre in inganno e far pensare che i bambini stiano sempre in casa, mentre non è così.

Dal punto di vista legale non ha avuto problemi?
No, educare da sé i propri figli è perfettamente legale, ma è necessario presentare al dirigente scolastico del proprio circolo di riferimento una dichiarazione scritta in cui appunto ci si prende la responsabilità dell’educazione dei figli.

Perchè questa scelta, da quali motivi deriva?
Io sono stata prima allieva e poi insegnante nella scuola tradizionale e ho sempre avvertito l’ambiente scolastico come un po’ troppo statico e faticavo a fare passare metodi ed idee nuovi.
Quando mio figlio è andato alla scuola materna per esempio è stato impossibile per noi genitori perfino offrirci di dipingere i muri della scuola perché c’erano sempre difficoltà qualsiasi altra proposta facessimo non andava mai bene. Insomma ho trovato tanti muri e i muri non fanno per noi, così la scelta di occuparmi personalmente dell’educazione dei miei figli.

Per l’educazione dei suoi figli si avvale dei programmi didattici del Ministero? Avendo figli di età diverse segue programmi differenziati?
Non mi avvalgo dei programmi didattici del Ministero, ma voglio fare una precisazione. C’è differenza tra homeschooling e unschooling, io mi rifaccio a quest’ultima teoria che si basa sull’apprendimento naturale fondato sull’osservazione dei bambini.

Cioé?
Vale a dire che la nostra giornata tipo non è a schemi ed orari e nemmeno organizzata aprioristicamente per materie, osservo i miei figli, le loro curiosità e seguo il loro apprendimento naturale basato sulle esperienze che possiamo fare insieme quotidianamente, così facendo tocchiamo tutti gli argomenti. Il mio non è un insegnamento frontale come quello tradizionale, bensì un accompagnare i bambini verso la conquista dell’apprendimento che avviene naturalmente.
Apprendere con il cuore significa non dimenticare, mentre nella scuola tradizionale le nozioni che si imparano spesso vengono dimenticate.
Per i miei figli non uso programmi diversi in base alla loro età, ognuno di loro apprende dalla stessa esperienza in base alle proprie capacità, ma tutti imparano qualcosa sempre. Abbiamo molti strumenti, ogni bambino ha un pc, abbiamo un tablet e regolarmente andiamo a teatro e in biblioteca.

Come verifica l’istruzione dei suoi figli?
E’ diritto del genitore che educa i propri figli autonomamente richiedere l’esame di idoneità, ma questo non è assolutamente obbligatorio, i miei figli faranno poi l’esame di quinta elementare, nulla prima. Capisco che i miei figli imparano perché li osservo e noto l’avanzamento psicologico, non c’è bisogno di test, mentre di questi ultimi ha giustamente bisogno il genitore che manda i figli a scuola per verificare ciò che apprendono quando sono lontani da lui.

Per quanto riguarda il "socializzare con gli altri", come fanno i suoi figli senza una classe, con chi si rapportano?
Hanno occasione di incontrare molte persone ogni giorno, perché come dicevo non abbiamo orari rigidi e usciamo spesso. Con le altre famiglie che praticano homeschooling ci vediamo spesso e organizziamo gite tutti insieme, posso assicurarle che non mancano le opportunità per socializzare e i miei figli hanno molti amici.

Ritiene forse che la scuola Italiana non sia in grado di preparare adeguatamente i suoi figli?
No, assolutamente. Non ho nulla contro la scuola italiana, il nome del mio sito web www.controscuola.it si riferisce ad un metodo "controcorrente" e non "contro" la scuola. Piuttosto non condivido in linea generale l’impostazione della scuola tradizionale, ma a livello mondiale e non italiano. Non condivido l’essere limitati in spazi piccoli, le classi sovraffollate in cui apprendere è difficile e il non provare mai niente di nuovo.

Suo marito e la sua famiglia sono stati subito d’accordo con la decisione di educare i bambini a casa?
Mio marito sì e mi aiuta nell’educazione dei nostri figli compatibilmente con il suo lavoro. I miei genitori ed i miei suoceri in prima battuta erano perplessi, ma poi visti i risultati del metodo sui bambini si sono convinti che l’homeschooling sia una buona soluzione. Mia madre mi ha detto che se avesse saputo che fare homeschooling è legale l’avrebbe scelto anche lei ai suoi tempi.

I suoi bambini sono felici di apprendere in modo alternativo?
Sì, e sono consapevoli del "lusso" in cui possono imparare, vale a dire fare esperienze dirette di ogni cosa.  Hanno tanti amici e sono sereni, ma se in futuro manifesteranno la volontà di andare a scuola io li asseconderò certamente.

Alessia Conti

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