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Nel segno di Hack e Anguissola
Quelle strade al femminile di Vigliano

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Articolo pubblicato il 24/01/2016 alle ore 07:00.
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Margherita Hack
Ancora toponomastica al femminile per vie, piazze e strade che percorrono il paese di Vigliano. Dopo gli omaggi alle figure di Rita Levi Montalcini e di Enrica Jona e alla Libertà, altre grandi donne e soggetti "in rosa" sono stati scelti dall'amministrazione comunale di Vigliano, guidata anch'essa da una donna, il sindaco Emma Adorno, per l'intitolazione di spazi che ancora non avevano denominazione. E così la piazza adiacente a via Nalbissano, sul tratto oltre il passaggio a livello della ferrovia, è stata dedicata a Margherita Hack, «una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana», evidenzia il sindaco Adorno, scienziata anche lei, con una Laurea in Scienze biologiche all'Università di Torino ed una specializzazione in Igiene nel suo curriculum.

Nata a Firenze il 12 giugno 1922, fu la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. Ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato un cosiderevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. E' stata professore oridinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l'Istituto di fisica teorica dell'Università di Trieste, dove ha assunto l'incarico della direzione dell'Osservatorio astronomico. Si è spenta a Trieste il 29 giugno 2013 all'età di 91 anni.

A Sofonisba Anguissola è invece intitolata la via della circonvallazione, pittrice vissuta tra il 1500 e il 1600. Nata da una nobile famiglia piacentina fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea. «Si formò alla scuola del pittore lombardo Bernardino Campi, che aveva uno stile che si rifaceva agli esponenti di spicco dell'arte manieristica in voga nell'Italia settentrionale tra Cinquecento e Seicento. Approdò poi alla corte di Filippo II di Spagna come dama di corte della regina Elisabetta -– segnalano dal Comune –- Sposò un nobile siciliano e si trasferì in Sicilia, dove dipinse la Madonna dell'Itria. Morì nel 1625 e fu sepolta nella chiesa palermitana di San Giorgio dei Genovesi». «Abbiamo dedicato la via circonvallazione a Sofonisba Anguissola per ricordare i Conti Anguissola, che vissero nella loro villa proprio adiacente a quella strada», spiega Emma Adorno.

Infine si chiamerà La collina del mare la piazza adiacente a via Gioberti e su cui insiste la chiesa di frazione Valmontasca. «Il riferimento è ai rinvenimenti nella zona di ossa e scheletri quasi completi appartenenti ad odontoceti e misticeti dal Pliocene», indica l'amministrazione comunale viglianese. Nel 1959, nella frazione di Valmontasca, fu ritrovato un fossile di balenottera della lunghezza di circa 8 metri, a cui è stato dato il nome di "Viglianottera" ed ora esposto al Museo paleontologico di Asti. E nell'ambito della toponomastica locale, a Vigliano si trova anche una piazza intitolata a Garibaldi: non Giuseppe, ma Anita ovviamente, prima moglie dell'Eroe dei due mondi, che in terze nozze sposò poi l'astigiana Francesca Armosino, nativa di San Martino Alfieri, dalla quale ebbe tre figli, Clelia, Rosa (morta a 18 mesi) e Manlio.

Marta Martiner Testa

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