Occhio Magico
Blog

Nei chiaroscuri di Rio brillano le stelle di Matteo e Alice

Stampa Home
Articolo pubblicato il 23/08/2016 alle ore 11:06.
Nei chiaroscuri di Rio brillano le stelle di Matteo e Alice 2
Il pallavolista astigiano Matteo Piano

Arrivederci a Tokyo. Le Olimpiadi di Rio hanno riservato agli astigiani grosse soddisfazioni, dal luminoso argento di Matteo Piano nella pallavolo, pur con tutte le difficoltà fisiche del caso, all’ottimo piazzamento di Alice Sotero nel pentathlon. Peccato per Valentina Truppa che, dopo mesi davvero difficili, la sua Olimpiade l’ha comunque già vinta solo essendoci. Tutto bene dunque? Magari!

Pensiamo, per esempio, alle irricevibili vicende dei giudici di gara, della giustizia sportiva e dell’antidoping, dove pare che la corruzione sia di casa con le relative conseguenze positive (si fa per dire) per chi si dopa ma viene stranamente perdonato e quelle negative per chi invece non lo fa e ancora più stranamente viene condannato. Sarebbe tutto da rifondare ma non c’è gran che da sperarci poiché favori e denaro, per non parlar del sesso, se ne fanno un baffo dell’etica e dell’equità. Non è più tempo di rivoluzioni da queste parti, ma non dovrebbe bastare farsene una ragione. Vedremo; intanto a casa nostra qualcosa di buono si è pur fatto.

Mentre le varie squadre maggiori (anche qui si fa per dire) di calcio si stanno preparando al rientro agonistico, tra qualche delusione e molte belle speranze, un piacevole assaggio si avrà già da dopodomani con l’ormai quasi trentennale Memorial Ferraris dei giovani e sempre per stare con i giovani ci sono da ricordare le belle prove dell’Asti Nuoto (Iris Pontarollo e Mihaela Bat su tutti) agli italiani di categoria e del pur giovane Alessandro Binello secondo nella Coppa del mondo junior di paracadutismo.

Mentre le “brancaleonine” Rabbia e Toso brillano di corsa alla Marina Classic di Loano, grande spazio, come è tradizione di mezz’estate, si riserva al tamburello dove il Cinaglio è stato finalista senza fortuna in Coppa Italia B e dove molto astigiano si è parlato nella finale di serie A con Stefania Mogliotti, Cavagna e l’ormai astese adottivo Manuel Beltrami nel vincente Castellaro, Dellavalle, Petroselli e Bottero nel finalista perdente Cavaion Monte.

Nel muro, dove il proverbio dell’errare umanum est con quel che segue, pare essere il vangelo di una dirigenza che, da quanto si è letto nei giorni scorsi, non ha problemi a rivelare la propria scarsa qualità, dimostrando però di avere eccellenti doti di saccenza e presunzione, pare stia tornando alla ribalta a Montemagno un grande vecchio come Giulio Griffi. Auguri, Giulio, e per stare con i proverbi, la speranza è l’ultima a morire.

Cronaca

Attualità

Salute e Green

Economia e lavoro

Eventi e Weekend

Sport