Cultura e Spettacoli
Asti

Natura e paesaggi di Laustino,
emigrante al contrario

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Articolo pubblicato il 06/02/2016 alle ore 11:15.
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Un autoritratto datato 1938. Figliodi genitori originari di Isola d'Asti,nel 1926 tornò in Italia dopo la mortedel padre. La Fondazione Guglielminettigli dedica una retrospettiva
Cento anni fa nasceva l'astigiano Emanuele Laustino, pittore del Novecento noto in particolare per le sue nature morte. In occasione dell'anniversario, la Fondazione Eugenio Guglielminetti inaugura oggi - sabato - una mostra che raccoglie trentotto dipinti ad olio, per lo più motivi naturalistici e paesaggi (ore 17.30, Palazzo Alfieri, ingresso libero).

Laustino fu un emigrante al contrario: figlio di genitori originari di Isola d'Asti, nel 1926 lasciò gli Stati Uniti per tornare in Italia, a seguito della morte del padre. Diede i primi tratti di pennello a 14 anni, collaborando ad affreschi in chiese liguri e piemontesi. Aveva invece 21 anni all'epoca della sua prima esposizione, alla Mostra d'Arte Astigiana: successivamente, espose alla Promotrice di Belle Arti di Torino, alla III Esposizione del Sindacato Nazionale Artisti di Milano, alla Civica Galleria di Arte Moderna di Torino. Nel 1947 fu tra i fondatori della Promotrice di Belle Arti di Asti e fu invitato nel 1950 alla Biennale di Venezia.

«La poetica di Emanuele Laustino rimase coerente a semplici tematiche, in cui l'osservazione del vero fu sempre temperata da contemplazione ed introspezione», commenta la curatrice della mostra Marida Faussone. «Riconoscimenti e pagine critiche attraverso i decenni non mutarono l'indole riservata di Laustino, dedito alla propria ricerca espressiva legata alla tradizione figurativa novecentista, ma attenta alla rielaborazione della materia cromatica, della stesura timbrica in pacati modellati tonali. I soggiorni in Liguria suggerirono sintetiche vedute marine e scorci ombreggiati da palme ed olivi, in un linguaggio pittorico sciolto e sereno.» Laustino venne ricordato in rassegne postume a Torino e ad Asti, all'Archivio Storico del Comune, per iniziativa dell'Associazione "Mino Rosso". La mostra sarà visitabile fino al 6 marzo con il seguente orario: venerdì, sabato e domenica 16-18.

e.p.r.

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