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Morte di Elena e difesa di Michele
a 15 giorni dall'inizio del processo

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Articolo pubblicato il 16/06/2015 alle ore 13:45.
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La tomba di Elena al cimitero di Motta di Costigliole
Quindici giorni dividono Michele dalla prima udienza del processo con rito abbreviato scelto dall'uomo accusato di aver ucciso la moglie Elena Ceste ed averne nascosto il corpo a meno di un chilometro da casa in un rio in piena campagna. Dalla scomparsa di Elena un anno e mezzo fa ad oggi, la vita di quella famiglia è stata passata al microscopio fra atti processuali, inchieste, gossip e colpi di scena.

Ma quello che il giudice Amerio, scelto per il processo, dovrà valutare sono esclusivamente gli atti che la Procura gli sottoporrà insieme a qualche indagine difensiva. Attenzione mediatica o meno, un'accusa di omicidio si regge su tre pilastri fondanti: movente, luogo ed ora del delitto, causa della morte. Con un percorso tecnico e sintetico, basato sulla corposa ordinanza di custodia cautelare e sugli atti del fascicolo trapelati finora, affrontiamo il caso con un criminologo che, incidentalmente, è anche il sindaco di Isola d'Asti, Fabrizio Pace le cui decisioni amministrative hanno sorprendente portato alla scoperta dei resti di Elena.

Lui, infatti, ha disposto che il rio Mersa, dopo decenni di incuria, venisse pulito proprio a pochi metri dal tratto in cui la donna si trovava. Grazie alla sua competenza, nei minuti successivi al ritrovamento, è stato escluso che i resti affiorati appartenessero ad un animale ma, al contrario, fossero riconducibili con certezza ad un essere umano di sesso femminile. Per ogni elemento analizzeremo i punti di forza e le debolezze delle versioni di accusa e difesa.

Daniela Peira

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