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Montegrosso, cancellati
i finanziamenti della Variante

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Articolo pubblicato il 18/11/2015 alle ore 07:00.
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La strada di accesso a Montegrosso
«Sono stati cancellati dal Governo oltre 36 milioni di euro per la viabilità delle provincie di Asti e di Cuneo: per la parte destinata all'Astigiano sono revocati gli 8 milioni di euro, circa, per la realizzazione della Variante di Montegrosso e i 4 milioni di euro per opere stradali complementari all'Asti–-Cuneo».

La notizia, come una doccia fredda, giunge dall'europarlamentare Alberto Cirio. «Nel 2008 il Governo aveva stanziato per il Piemonte 36 milioni di euro destinati ad interventi sulla viabilità: 24 milioni di euro per la Provincia di Cuneo e 12 per la Provincia di Asti – spiega Cirio – Il meccanismo prevedeva l'autorizzazione alla Provincia di Cuneo a contrarre un mutuo per 15 anni del valore di 1.650.000 euro all'anno e alla provincia di Asti di 825.000 euro all'anno, sempre per 15 anni. Tali fondi, denominati "Crosetto" (perché inseriti con un emendamento presentato da Guido Crosetto), prevedevano il finanziamento di vari interventi, decisi dalle due Province. Sulla base di questo decreto, negli anni, sono state avviate le procedure e le progettazioni necessarie per la realizzazione degli interventi. Poi, nel 2011, il Governo di allora con un decreto stabilisce la revoca dei soldi stanziati fino al 2008, ma non ancora impegnati con atti giuridicamente vincolanti, appaltati o comunque di cui si era già chiesta l'erogazione: i fondi Crosetto si salvano, perché il decreto interministeriale che li aveva stanziati aveva ricevuto il visto operativo solo nel 2009. Però, nel 2013, il Governo stabilisce che la parola "2008" del decreto n. 98/2011 sia sostituita con la parola "2010". Risultato: i fondi Crosetto, autorizzati ad inizio 2009, vengono revocati. Mi domando come tutto ciò sia potuto accadere nel silenzio generale e senza che qualcuno se ne accorgesse –- aggiunge il deputato al Parlamento europeo -– La ratio di questa legge è togliere i fondi che non sono stati spesi per tempo, ma tutto questo è paradossale, perché le responsabilità dei ritardi, se ci sono stati, non sono delle province e della Regione, che hanno sempre fatto puntualmente la loro parte. L'unica soluzione, ora, è che la Regione e le Province di Cuneo e Asti pretendano da Renzi il reinserimento di questi soldi».

La documentazione è arrivata ieri, lunedì, sul tavolo di Marco Gabusi, vicepresidente reggente della Provincia: «Abbiamo letto con stupore la comunicazione del Ministero delle Infrastrutture in cui ci veniva comunicata la revoca del finanziamento. Sarebbe questo un grave danno per il nostro territorio e per la scarsa attenzione dimostrata alle province. Confidiamo in un errore d'interpretazione della norma e ci batteremo insieme ai colleghi cuneesi affinché il finanziamento venga ripristinato».

Sorpresa a dir poco dall'Unione collinare "Tra Langa e Monferrato", ente attuatore della Variante di Montegrosso: «Abbiamo appreso la notizia con sconcerto e stupore e ci riserviamo di rispondere in merito in modo dettagliato quando saremo in possesso di elementi oggettivi», commenta il presidente dell'Unione e sindaco di Costigliole Giovanni Borriero. «Si tratta di una pratica complessa e fino a che non avrò visto la comunicazione ufficiale non posso dire nulla», gli fa eco il sindaco di Montegrosso Marco Curto.

Marta Martiner Testa e Riccardo Santagati

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