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Medicinali: sparisce la ricetta
su carta e arriva quella via web

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Articolo pubblicato il 01/10/2014 alle ore 07:00.
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Medicinali: sparisce la ricettasu carta e arriva quella via web
Il bollettario con le righe rosse per le ricette mediche è destinato all'estinzione. Dall'estate, infatti, è entrata in vigore anche nell'Astigiano la "ricetta medica elettronica" grazie alla quale le prescrizioni passano direttamente dal medico curante al farmacista presso il quale il paziente si reca a ritirare il farmaco. Ma, come tutte le rivoluzioni di abitudini, seppur modesta, anche questa sta incontrando ostacoli ed intoppi sulla sua strada. A denunciarlo è Federfarma Piemonte, l'Unione sindacale dei titolari di Farmacia che lamenta lungaggini nell'erogazione dei medicinali a causa di continui e reiterati problemi di collegamento e scambio dati con i sistemi informatici centralizzati del Ministero della Salute. Nell'Astigiano le cose vanno meglio, come conferma il dottor Michele Maggiora, presidente Federfarma di Asti: «Qualche intoppo si è registrato ma nulla di preoccupante. Va detto che ad oggi sono ancora pochi i medici passati alla ricetta dematerializzata e qualche timore ce l'abbiamo per quando entrerà a pieno regime».

Cuore di tutta la rivoluzione è un server centrale con sede a Roma «Oggi, quando un paziente va dal suo medico di base -spiega il dottor Marco Gatto titolare della Farmacia Piazza Roma, fra i primi ad attivare il nuovo sistema informatizzato- non riceve più la tradizionale ricetta staccata dal bollettario, ma solo un "promemoria" stampato su carta semplice, dei medicinali che gli vengono prescritti. Il medico, attraverso il suo computer collegato al server centrale del Ministero, riporta la stessa prescrizione. Il paziente, con il promemoria, si reca in farmacia, lo presenta e il farmacista a sua volta si collega con lo stesso server, accede alla posizione del mutuato e consegna i farmaci prescritti "scaricandoli" dal profilo del cliente».

Rispetto alla vecchia ricetta serve un po' più di tempo nella consegna dei farmaci, perchè bisogna collegarsi al server e "leggere" seppur elettronicamente, un maggiore numero di codici. Se a questo si aggiungono gli intasamenti di linea o l'impossibilità di collegarsi al server centrale, allora il paziente se ne va senza la sua medicina. Ma, a fronte di questi problemi di collegamenti e di gestione delle circa 18 mila farmacie italiane connesse contemporaneamente con il server, la ricetta elettronica ha notevoli vantaggi. Intanto minimizza il rischio di errore umano, tanto nella prescrizione del medico che nell'interpretazione della calligrafia da parte del farmacista o nell'erogazione ultima del farmaco perchè proprio quei numerosi codici che fanno perdere un po' di tempo in più sono anche gli strumenti di un sistema di controllo elettronico che blocca tutto in caso di anomalie.

«Nel lungo termine, poi, porterà anche a risparmi sui costi fissi della sanità - spiega ancora il dottor Gatto - Nella nostra farmacia devo ammettere che di intoppi in questi primi due mesi di ricetta elettronica ne abbiamo incontrati veramente pochi e quando è capitato abbiamo sempre potuto contare sulla tempestiva assistenza della Fap. Sicuramente il sistema deve ancora andare a regime, considerato che su una media di 3 mila ricette ritirate al mese nella nostra farmacia, sono circa 600 quelle elettroniche mentre le altre sono ancora dei bollettari ad esaurimento». Un altro importante vantaggio della ricetta dematerializzata sarà il risparmio di lunghe e snervanti code negli ambulatori dei medici di base da parte dei pazienti affetti da malattie croniche. Cardiopatici, diabetici, ipertesi che oggi devono ciclicamente andare dal medico di base per farsi prescrivere sempre gli stessi farmaci ricorrenti, potranno risolvere l'incombenza con una telefonata al proprio curante che prescriverà le medicine on line e ai pazienti basterà andare in qualunque farmacia per ritirarle.

Daniela Peira

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