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Maxillo, altro che chiusura:
metà dei pazienti è da fuori provincia

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Articolo pubblicato il 17/02/2016 alle ore 14:30.
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Lo staff medico del Maxillo facciale dell'ospedale di Asti
«Altro che Chirurgia Maxillo facciale in chiusura come molti avevano sbandierato. Con i suoi 600 interventi l'anno, e una mobilità attiva del 56%, di cui il 10-12% proveniente da altre regioni italiane tra cui molte del Centro sud ma anche dalla Lombardia e dalla Liguria e il restante 44% da altre province del Piemonte, la Chirurgia Maxillo facciale è un altro dei punti di forza dell'ospedale Cardinal Massaia di Asti». A dirlo è l'Asl di Asti in un comunicato in cui sottolinea come il suo "declassamento" da struttura complessa non interferisca con la qualità dei servizi che è in grado di dare ai cittadini. «Pur con una razionalizzazione delle risorse nel notro lavoro, non riduciamo i servizi - spiega Mauro Daneo, direttore della struttura - E questo grazie alla collaborazione con la direzione e all'impegno dei nostri dottori Ermanno Margaglia, Paolo Asperio, Guido Pancotti, Marco Austa, tutti cresciuti con il "maestro" Fausto Polastri».

L'eccellenza del reparto astigiano è dovuta soprattutto alla chirurgia ortognatodontica, a quella ricostruttiva dei mascellari a quella traumatologica ed oncologica per finire a quella endoscopica dei seni paranasali con la chirurgia orale. E' una delle specialità con accesso a tempo zero ed è specializzata in tecnologie specifiche con la osteodistrazione dei mascellari, la profiloplastica e i fattori di crescita autologhi. Attività mediche molto specifiche che attirano moltissimi pazienti da altre zone d'Italia. Insieme ai 5 medici, nel reparto lavorano 22 infermieri guidati da 2 coordinatori, 8 operatori socio-sanitari e un impiegato. Non solo ambulatorio e sala operatoria però, contraddistinguono il lavoro del maxillo facciale di Asti.

«Attive anche le collaborazioni extraospedaliere -– prosegue Daneo -, solo per citarne una quella quasi decennale con l'ospedale di Chivasso con il quale abbiamo una convenzione per la chirurgia e la traumatologia. Molti degli eventi traumatici dell'albese e della prima provincia di Cuneo che confina con l'astigiano convergono nella nostra struttura così come la quasi totalità della traumatologia dell'alessandrino. D'altra parte la chirurgia Maxillo facciale di Asti è rimasta l'unica nel quadrante Asti-Alessandria».

«Una scelta che tiene conto delle esigenze del territorio e dell'esperienza sviluppata e maturata negli anni proprio al Massaia. Un'esperienza riconosciuta anche oltre i confini del Piemonte. Proseguire sulla strada intrapresa rappresenta in concreto lo sforzo e l'impegno di questa azienda a far sì che siano date sempre risposte sanitarie di alto profilo professionale - ha detto Ida Grossi Direttore generale dell'Asl di Asti –- E' un segnale preciso a tutti coloro che mettono in dubbio i servizi sanitari e ingenerano inutili paure nei cittadini».

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