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M5S: «Su Agrivillage vogliamo vederci chiaro»

Il capogruppo Davide Giargia e la collega Marcella Serpa hanno chiesto spiegazioni al sindaco sulle procedure adottate

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Articolo pubblicato il 18/06/2016 alle ore 05:30.
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Ecco come dovrebbe apparire una delle piazze di Agrivillage

Fuoco alle polveri dal Movimento 5 Stelle sulla convocazione di una conferenza dei servizi, da parte del sindaco Brignolo, in merito al noto progetto dell’Agrivillage. Il capogruppo pentastellato Davide Giargia e la collega Marcella Serpa non hanno perso tempo e, alla notizia che il sindaco convocherà una riunione tra più soggetti, enti e associazioni per confrontarsi sul villaggio contadino del gusto, che dovrebbe aprirsi a Sessant, hanno replicato chiedendo spiegazioni sulle procedure adottate.

«Siamo determinati a verificare che i passaggi procedurali preliminari che dovevano essere assolti per consentire al Comune di attivare la procedura in Regione siano stati effettivamente effettuati - commentano i due consiglieri dai banchi dell’opposizione - Per esempio chiediamo conto di quanti e quali soggetti del territorio abbiano manifestato la propria disponibilità ad aderire all’iniziativa. Questa amministrazione persiste nel voler ridurre la vocazione e le eccellenze del territorio a folklore da vendere in un finto e gigantesco villaggio contadino, magari all’ombra di qualche pupazzone».

Il Movimento 5 Stelle ha ricordato alcuni dati relativi all’Agrivillage: «180mila mq di area totale, 40mila la superficie dedicata alle costruzioni e 12mila quella per il cash & carry e le botteghe in stile piemontese». Tutti numeri che, secondo il gruppo pentastellato, dimostrerebbe «l’incoerenza» dell’attuale amministrazione rispetto all’autorizzazione di nuove aperture destinate alla grande distribuzione. «Questa amministrazione continua a proclamarsi contro la grande distribuzione, la desertificazione del centro storico, il consumo di suolo e il mancato recupero di edifici dismessi - precisano Giargia e Serpa - ma dare il via ad Agrivillage e quantomeno segno di incoerenza».

I Cinque Stelle, secondo l’interpellanza presentata, hanno chiesto di poter conoscere tutti i documenti depositati in Comune dalla Società AIR Srl, proponente del progetto Agrivillage, tra cui le citate manifestazioni di interesse da parte dei numerosi soggetti, si dice oltre quaranta, disponibili ad investire nel “villaggio contadino”. Al centro della polemica è soprattutto la nuova delibera di giunta (297 del 9 giugno scorso) che convoca la conferenza dei servizi cui parteciperanno Regione, Provincia, Arpa e tutti gli altri enti di governo e tutela del territorio per valutare la richiesta avanzata dai proponenti dell’Agrivillage.

Uno dei paletti che era stato imposto dall’amministrazione Brignolo riguarda il fatto che progetti in deroga alle linee guida generali del Piano commerciale, come lo sarebbe Agrivillage, devono «essere rivolti a clientela esterna e quindi fonte di attrazione per la città nel suo complesso, essere in grado di valorizzare le economie del territorio e dei suoi operatori ed essere integrabili urbanisticamente e infrastrutturalmente rispetto al contesto territoriale di atterraggio”.

Intanto su tutto l’iter pendono le oltre 1.900 firme di una petizione promossa dal Movimento Stop al Consumo del Territorio per dire no all’Agrivillage e no al maxi centro commerciale Le porte del Monferrato, altra iniziativa rimasta in stand by.

«Il sindaco sappia che tutta la società civile è contraria a questi progetti - erano state le parole di Alessandro Mortarino, tra i proponenti della petizione - e che anche i cittadini sono molto attenti su come verranno portate avanti queste due pratiche. Per quanto ci riguarda non abbiamo nessuna intenzione di abbassare la guardia».

Riccardo Santagati

Tags: agrivillage,Movimento 5 Stelle,Davide Giargia,fabrizio brignolo

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