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L'Oasi dell'Immacolata sarà un supermercato?

La Curia sta cercando un compratore, ma l'immobile sarebbe interessante per almeno due società con progetti molti diversi

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Articolo pubblicato il 22/07/2016 alle ore 06:00.
L'Oasi dell'Immacolata sarà un supermercato? 3
L'Oasi dell'Immacolata che la Curia vuole vendere

Da un po’ la notizia circola nel quartiere Don Bosco. L’Oasi dell’Immacolata, ex pensionato che ospitava anche anziani sacerdoti, dovrebbe essere venduta e al suo posto potrebbe sorgere un supermercato. Nulla di certo, ma una società avrebbe già preso contatto con la Curia per acquisire il bene, oggi non più utilizzato.
«Speriamo di vendere l’Oasi perché l’immobile non è più organico alle nostre necessità - spiega il vescovo Ravinale - Oggi è una struttura vuota perché i sacerdoti che vivevano lì sono stati portati in Seminario». Il vescovo non conferma la voce che l’Oasi potrebbe diventare un supermercato, né parla di altri progetti urbanistici sull’area, ma non nega che ci siano stati contatti con soggetti interessati all’acquisto dell’immobile. Con uno di questi, in particolare, fonti non legate alla Curia sostengono che la trattativa sia già aperta da alcune settimane.

Se l’Oasi fosse in effetti venduta per diventare un supermercato, sarebbe comunque necessario portare la pratica in Consiglio comunale per la variazione della destinazione d’uso del terreno, da residenziale a commerciale.
E su questo punto il vice sindaco Arri spiega: «Ad oggi non è pervenuta agli uffici nessuna richiesta in tal senso. Abbiamo fatto nostri approfondimenti, ma non c’è nulla di ufficiale».
Ma la storia potrebbe complicarsi. Nella partita sull’acquisizione dell’Oasi ci sarebbe una seconda cordata di imprenditori che vorrebbe mantenerla con l’attuale destinazione d’uso, ma costruendo un paio di edifici residenziali circondati dal verde. Non solo.

Gli stessi, ottenuta la proprietà dell’Oasi, sarebbero pronti ad investire su un altro progetto, la costruzione di un Hospice nei pressi dell’ospedale in collaborazione con altri partners, tra cui una cooperativa che sarebbe già disponibile a gestire la struttura. Tutto sarebbe però fattibile se la Curia aprisse la trattativa di vendita con la seconda cordata interessata ad acquisire l’immobile.

La cessione dell’Oasi dovrà comunque essere avallata dal Vaticano che ha già chiesto alla Curia di presentare i documenti del caso. Sull’eventualità di cambiare interlocutore della trattativa, il vescovo Ravinale risponde con fermezza: «Secondo me la parola data è data; non mi starebbe bene prendere qualche soldo in più dalla vendita ritrattando ciò che ho detto».
Insomma, una situazione non ancora definita che si giocherà durante l’estate in un quadrangolare tra Curia, Comune, due possibile acquirenti dell’immobile e con il Vaticano a fare da arbitro.

Riccardo Santagati

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