Scuola media Jona

L’incontro con gli Alpini: una grande emozione

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Articolo pubblicato il 20/05/2016 alle ore 09:00.
L’incontro con gli Alpini: una grande emozione 2
L’incontro con gli Alpini: una grande emozione

Quest’anno Asti ha avuto l’onore di ospitare l’89esima Adunata Nazionale degli Alpini e il 12 maggio la nostra Scuola ha avuto il privilegio di incontrare una loro rappresentanza che ci ha coinvolti in una interessante “lezione” su questo importante Corpo dell’Esercito.  Il capitano Zonta ci ha portato i saluti dell’Arma, mentre il maggiore Gianfranco Fabbri con grande entusiasmo e disponibilità ci ha fatto fare un viaggio nella storia degli Alpini dalla loro nascita, avvenuta il 15 ottobre 1872 per la difesa dei confini italiani, fino ai giorni nostri, passando attraverso tappe storiche significative, dalla Grande Guerra, alla Seconda Guerra Mondiale, alle missioni di pace all’estero che li vedono impegnati in diverse zone calde del mondo. Gli alpini hanno sacrificato la loro vita per gli ideali di pace e di libertà e ancora oggi continuano a prodigarsi e a portare aiuto dove ce n’è bisogno.

Nel nostro Paese, poi, sono sempre i primi a intervenire quando accadono calamità naturali: lo hanno fatto anche ad Asti, durante l’alluvione del 1994, e il ricordo del loro intervento è ancora presente in chi ha vissuto quei momenti tragici. Proprio grazie al loro impegno civile e sul loro esempio, dopo il terremoto del Friuli del 1976 è nata la Protezione Civile Italiana, che è parte della grande famiglia degli Alpini.

Rispondendo anche alle nostre domande, il maggiore ci ha poi spiegato il valore simbolico del cappello che essi indossano con orgoglio: il cappello, infatti, non è un semplice capo di abbigliamento, ma è soprattutto il simbolo sotto il quale tutti gli alpini si riconoscono e si sentono uniti. Anche la piuma ha un preciso significato: scura, di corvo o di aquila, indica i gradi inferiori della gerarchia militare, bianca e d’oca rappresenta quelli superiori.

Parlando della fatica degli alpini dovuta alla guerra sui monti, al freddo e alle difficoltà, il maggiore ci ha ricordato quanto siano stati importanti i muli. Per un alpino, il mulo è un compagno, un amico con il quale si crea un rapporto strettissimo. In tempo di guerra, questi animali venivano utilizzati per il trasporto delle armi e delle vettovaglie e gli alpini a cui essi erano affidati li curavano con estrema dedizione, pensando prima a loro che a se stessi.

La chiacchierata con il maggiore è stata molto interessante e anche coinvolgente; le sue parole ci hanno fatto capire il vero spirito che anima gli alpini, fatto di solidarietà, di impegno e di rispetto di quei valori che sono alla base di una società civile.

Grazie Alpini!!!

Alessio Bianciotto e Marko Catansus classe 2a B

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