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Lettera alla Regina Elisabetta
«Niente Palio a Londra? Mandiamo l’Assedio»

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Articolo pubblicato il 31/01/2016 alle ore 07:00.
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Lettera alla Regina Elisabetta«Niente Palio a Londra? Mandiamo l’Assedio»
«Il Palio di Siena non va dalla Regina Elisabetta II d'Inghilterra? Ci va l'Assedio di Canelli!». Non è una provocazione quella che Paolo Gandolfo snocciola, il sorriso di sempre e l'aria sorniona, tra la riunione di giunta e un incontro con i volontari del gruppo storico che cura l'allestimento della rievocazione storica. «Tutt'altro che provocazione – spiega -. Abbiamo scritto al sovrano inglese, e alla segreteria che si occupa dell'organizzazione dell'evento, per proporre la nostra candidatura». A questo punto è bene fare un passo indietro e spiegare, a quei pochi che ancora non sapessero, il fatto. La Regina Elisabetta II il 21 aprile prossimo compirà 90 anni. Per festeggiare quella data, invero fuori dal comune non solo per un regnante d'alto lignaggio, l'agenzia incaricata di onorare al meglio il prestigioso happy birthday to you aveva invitato il Palio di Siena, regalo certamente apprezzato dalla testa coronata appassionata di cavalli.

Ma il Magistrato delle Contrade, l'organo che rappresenta la volontà dei contradaioli senesi, ha declinato l'invito per motivi organizzativi e, parrebbe, etici. Invitando la sovrana, se proprio vuol assaporare l'aria di Palio, a Siena. Decisione che ha fatto il giro del mondo, scatenando commenti su media e web. Ma, anche, solleticato la curiosità e l'iniziativa di altre città italiane dove si svolgono eventi simili o, comunque, di forte valenza storica. Una di queste è Canelli. Spiega l'assessore Gandolfo: «Abbiamo inviato una lettera ufficiale alla Regina d'Inghilterra e al responsabile organizzativo dell'evento proponendo la nostra rievocazione storica in sostituzione del Palio di Siena». Bè, qualche differenza c'è. «Che cosa abbiamo in meno? –- s'infervora l'assessore -. Siamo patrimonio Unesco, abbiamo creato una manifestazione apprezzata in Italia e all'estero. Possiamo fare bella figura anche davanti alla Sovrana!».

Nella lettera Gandolfo, e il sindaco Marco Gabusi, spiegano e argomentano in modo circostanziato la proposta. Partono citando Canelli quale territorio Patrimonio dell'Unesco, le "cattedrali sotterranee", la ricchezza culturale, storica, artistica ed economica della città che ha dato i natali allo spumante italiano, per arrivare all'Assedio, manifestazione «conosciuta in Italia e all'estero». Calando, a questo punto, l'asso. «Da oltre quindici anni -– dicono – all'Assedio di Canelli partecipa il "Marquis of Northampton", gruppo scozzese con il quale abbiamo stretto intensi rapporti d'amicizia e collaborazione. I Suoi Sudditi giungono a Canelli forti di un centinaio di figuranti in kilt, accolti dai canellesi con tripudio, e per l'intero weekend danno il loro forte contributo all'Assedio di Canelli». Collaborazione e amicizia con i "soldati" scozzesi che i canellesi sperano possa smuovere e solleticare la curiosità di Sua Maestà. «Noi siamo pronti – chiosa Paolo Gandolfo -: se ci chiamano risponderemo "presente"!». Con un forte God Save the Queen!

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