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L’erba misera dalle foglie di velluto

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Articolo pubblicato il 17/10/2016 alle ore 10:24.
L’erba misera dalle foglie di velluto 2
L’erba misera dalle foglie di velluto, la Tradescantia sillamontana

Piccolo ma in bella vista sboccia in cima alla scalata di foglie di velluto. È il fiore dell’erba misera, la Tradescantia sillamontana, la più attraente, e non a caso anche la più diffusa, delle 60 specie di erbacee perenni del genere Tradescantia, dal nome dei naturalisti inglesi Tradescat, Jonh il vecchio e John il giovane. A essi va il merito della scoperta, nell’enorme varietà di piante esotiche e misteriose che verdeggiavano il continente americano, dagli Stati Uniti alla fascia settentrionale del Sud America. Il viaggio della Tradescantia sillamontana parte dalle coste messicane. Approdata in Europa nel 1800, resta per molto tempo una delle tante curiosità che popolano le serre dei collezionisti. Con il boom economico degli anni Cinquanta gli italiani possono finalmente perdere tempo in amene faccende come il giardinaggio e la Tradescantia sillamontana inizia a popolare i giardini del sud; poi, trasferita in vaso, risale lo stivale fino a raggiungere le regioni più settentrionali dov’è comunemente coltivata come una succulenta.

Il fusto e le foglie, verde scuro nella pagina superiore, rosse in quella inferiore, sono carnosi e ricoperti da una fitta peluria argentata che ha il compito di proteggere la pianta dai raggi solari e dall’eccessiva evaporazione. Il fiore minuto ha tre soli petali di colore rosa che si aprono dall’estate all’autunno all’apice del fusto segnato da coppie di foglie ovali. Il portamento è semi eretto: raggiunti i 40 centimetri i fusti tendono a ricadere. La Tradescantia sillamontana vuole un terreno povero e una posizione luminosa, ma al riparo dai raggi diretti del sole nelle ore centrali della giornata.

Si annaffia solo quando il terreno è completamente asciutto. In inverno si sospendono le irrigazioni e si ritira in un locale luminoso e poco riscaldato. Non tollera le temperature al di sotto dei 10°C. Durante il periodo di ripresa vegetativa si aggiunge del concime liquido per piante grasse all’acqua di irrigazione. Si moltiplica per talea apicale.

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