4 spassi insieme
Asti

Le 5 scappatoie
alla giornata di pioggia

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Articolo pubblicato il 12/07/2014 alle ore 13:42.
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Che si fa quando piove?
Piove, il parco vicino casa non è fruibile ma il bimbo chiede di uscire, di andare da qualche parte perché in casa si annoia. Capita a molti genitori che una giornata di pioggia si trasformi in una tragedia se costretti a tenere occupato il piccoletto. Un bambino annoiato che gira strisciando contro i muri di casa non è proprio una scena da Mulino Bianco ma, se si vive in una città dove non ci sono molte alternative ai giardini (come nel caso di Asti), c'è il rischio che questa scena si ripeta sovente.

Ho chiesto ad amici che hanno bimbi piccoli (intorno ai 3 anni) quale soluzione adottano in questi casi e, tolto accendere la televisione per 12 ore filate, più o meno è questo è ciò che succede in quelle giornate piovose.

1) Si prende il bambino, lo si carica in auto e si punta dritti verso il centro commerciale più vicino per fare le classiche vasche trai negozi o per lasciarlo scatenare nell'angolo giochi (ad Asti c'è un solo centro commerciale parzialmente all'aria aperta, cosa che diventa un problema nel problema durante i mesi più freddi).

2) Si prende il bambino, lo si carica in auto e si punta dritti verso il supermercato di fiducia dove il pargolo, messo sul carrello, "aiuta" il genitore a comprare gli alimenti riportati in una lista che sembra non finire mai. (Rispetto al punto 1 così si ottimizza il tempo per le commissioni, ma chiudersi in un supermercato non è ciò che il bambino vorrebbe in quel momento).

3) Si prende il bambino, lo si carica in auto e si gira a vuoto sotto la pioggia con il rischio di farlo addormentare prima che siano passati dieci minuti. (Rispetto ai punti 1 e 2 è una soluzione altamente inquinante e costosa, se non altro per la benzina che vi fa consumare).

4) Si prende il bambino, lo si carica in auto e lo si porta dai nonni sempre pronti a dare una mano. (Rispetto ai punti 1, 2 e 3 non risolve il problema a monte ma lo sposta dalla una casa all'altra, creando anche qualche problema di coscienza per il genitore).

5) Si prende il bambino, lo si carica in auto e lo si porta a casa di parenti o amici per quella visita che si rimandava da tempo e che, "occasionalmente" si decide di fare proprio in un giorno di pioggia. (Rispetto ai punti 1, 2, 3 e 4 è un buon compromesso tra lo scaricare il problema ai nonni e andarsene a zonzo in auto).

Stranamente solo in pochi casi mi è stato risposto che, durante le giornate di pioggia, si approfitta del fatto di dover stare in casa per leggere libri, disegnare, giocare insieme e fare ciò che fino a qualche decennio fa era dato per scontato.
Rispetto a tutte le soluzioni descritte, quest'ultima è la più faticosa ma è quella che merita di più, vi fa spendere di meno e vi farà ottenere l'attenzione del pupetto e la sua infinita gratitudine... fidatevi!

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