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Lavoro nero nelle vigne astigiane, denunce e contravvenzioni per 110 mila euro

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Articolo pubblicato il 17/09/2015 alle ore 10:41.
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I carabinieri durante i controlli nelle vigne
I carabinieri del Comando provinciale di Asti e quelli del nucleo Ispettorato del Lavoro di Asti e Milano sono stati impegnati in un controllo straordinario del territorio astigiano finalizzato al contrasto del fenomeno del “caporalato”, dell’intermediazione e dello sfruttamento del lavoro nero ed irregolare nel settore vitivinicolo, con particolare riferimento alle persone con contratto stagionale e alle aziende agricole. Le specifiche verifiche, che hanno avuto il loro culmine nelle tre settimane della vendemmia (dal 21 agosto all'11 settembre scorso), sono state effettuate principalmente nell’area di Canelli da parte di una task force speciale composta da 50 militari dell’Arma astigiana e degli ispettorati del lavoro di Asti e Milano.

I servizi di controllo sono stati effettuati nelle fasce orarie (mattina presto e tardo pomeriggio) e nei luoghi di maggiore aggregazione dei lavoratori stagionali (boschi, vigne e le piazze dei comuni di Canelli e Nizza Monferrato) e hanno portato all’identificazione di circa 130 persone, in prevalenza bulgari, macedoni e rumeni, che al momento del fermo di identificazione sono risultate in regola con la normativa vigente per la permanenza sul territorio italiano. Parallelamente la task force ha monitorato i luoghi di lavoro, con ben 13 verifiche specifiche con le quali sono state accuratamente ispezionate 33 aziende agricole e controllati circa 175 lavoratori. In questo caso sono state rilevate ben 15 situazioni di irregolarità.

Nello specifico: un episodio di occupazione di un minore privo della sorveglianza sanitaria preventiva (art. 18 d. lgs. 81/2008) con la conseguente denuncia di una persona a piede libero all’autorità giudiziaria; sette casi di occupazione di lavoratori “in nero” con l’adozione di due provvedimenti di sospensione dell’attività adottati nei confronti di due aziende agricole; sette casi di tardiva comunicazione circa l’occupazione dei lavoratori. In relazione a queste irregolarità sono state comminate a vario titolo sanzioni per un totale di circa 110 mila euro.

Il comandante provinciale dei carabinieri di Asti, ten. col. Fabio Federici, si è complimentato con i militari che hanno lavorato con molta professionalità, evidenziando nella circostanza «quanto sia stato importante il lavoro in sinergia tra i reparti dell’Arma, che ha portato positivi risultati operativi in un settore delicato quale quello dello sfruttamento dei lavoratori in nero». Espressioni di apprezzamento sono anche pervenute sia dal vice prefetto reggente di Asti, dott. Paolo Ponta, sia dal sindaco di Canelli, Marco Gabusi, nei confronti dell’Arma e di chi ha operato nelle giornate dei controlli allo scopo di contrastare il fenomeno del caporalato.

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