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Lavoratori influenzati, +60% a casa

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Articolo pubblicato il 11/01/2013 alle ore 07:00.
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Lavoratori influenzati, +60% a casa
L’influenza colpisce duro e il rientro dalle festività natalizie è stato segnato da un primo picco di contagi anche nella nostra provincia. Dati precisi non ce ne sono ancora, ma si pensi che all’Inps, negli ultimi giorni, si è verificato un aumento di circa il 60% di certificati di malattia e, di questi, il 95% si riferisce a sindrome influenzale o parainfluenzale, a dimostrazione di come molti lavoratori siano attualmente coricati a letto in preda a febbre e gola in fiamme. Va meglio nelle scuole elementari, medie e superiori dove, da un rapido giro di telefonate nei maggiori istituti, emerge che non sono ancora state registrate le “decimazioni” nelle classi. Ma si attende per le prossime settimane, in seguito al persistere per molte ore in locali chiusi e, in qualche caso anche molto affollati come le aule di alcune scuole molto numerose.

Come sempre sono i piccoli ad essere più esposti al pericolo di contagio, i bambini sotto i cinque anni, molti dei quali hanno già “dato” proprio durante le festività di Natale e non sono ancora rientrati a scuola. Nell’Astigiano, dicono dall’Asl, sono state distribuite circa 36 mila dosi di vaccino antinfluenzale e finora risultano vaccinati 23.768 cittadini di cui quasi 20 mila ultrasessantenni.
Centralini roventi alle guardie mediche che hanno già registrato un surplus di lavoro a partire da Natale. Ma è con l’inizio dell’anno che i numeri si sono fatti alti; si pensi che nella prima settimana di gennaio, le chiamate alla guardia medica sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo di altri mesi dell’anno “normali”: si è passati dalle 400 chiamate dello stesso periodo di novembre e settembre a 953 fra il 30 dicembre e il 7 gennaio. Anche il Pronto Soccorso dell’ospedale ha registrato un aumento fisiologico di passaggi che però viene ritenuto assolutamente nella norma per essere in una stagione fredda.

L’influenza di quest’anno arriva dall’America e, pur non essendo ritenuta particolarmente pericolosa, è da considerarsi più aggressiva di quelle degli ultimi invenrni e soprattutto presenta sintomi prolungati nel tempo, fino a 8 giorni. Si manifesta in due forme: quella respiratoria e quella gastrointestinale me non sono indicati i trattamenti con antibiotici in quanto, essendo di natura virale, risulterebbero inefficaci rischiando di portare a complicanze anzichè a guarigione. I medici consigliano di tenere sotto controllo la temperatura corporea, di sedare la tosse notturna, di reintegrare la flora batterica intestinale con probiotici e fermenti lattici. Ma il consiglio principe rimane quello di bere tanto per garantire una corretta reidratazione, non tenere temperature alte dove si vive e ricorrere agli umidificatori in caso di ambienti particolarmente secchi. Il picco massimo del contagio, secondo la Fondazione Veronesi, deve ancora arrivare ed è previsto per la fine del mese.

Daniela Peira

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