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L'area ex Friges a Santero-Olivieri
Nuove realtà produttive in arrivo?

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Articolo pubblicato il 19/01/2016 alle ore 07:00.
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Una parte dell'area dell'ex Friges
La notizia era nell’aria già da qualche tempo ma ora arriva la conferma: l’area dell’ex Friges a Calamandrana è stata acquistata dalla cordata Santero–Olivieri. Due proprietari che insieme formano un binomio inconsueto: la Santero è la nota casa vitivinicola di Santo Stefano Belbo mentre la famiglia Olivieri di Canelli opera nel ramo immobiliare e dell’edilizia. Spumanti e palazzi andranno ora a braccetto? «Con la famiglia Olivieri abbiamo acquistato il polo industriale ex Friges alle porte di Calamandrana» conferma in una nota Gianfranco Santero Presidente della casa vitivinicola, quella delle bollicine 958 e dell’Asti Spumante con vigne e cantine in questa parte del Sud Astigiano.

Top secret il costo dell’operazione che fa passare di mano capannoni e terreni sede un tempo di una delle più storiche aziende di termosanitari della Valle Belbo, fondata nel Dopoguerra. L’area a disposizione dei due nuovi proprietari è di circa 62 mila metri quadri, 34 mila dei quali sono coperti. Si tratta di capannoni industriali e altre infrastrutture produttive pressoché in disuso da alcuni anni e solo in parte, da qualche tempo, utilizzati come magazzino industriale dato in locazione. «L’idea che vogliamo sviluppare – fanno sapere Santero e Olivieri – è quella di riconvertire tutte le strutture dell’ex Friges e trasformarle in un nuovo e moderno centro industriale in grado di offrire servizi e logistica per le aziende». Una sfida importante che arriva dopo una crisi industriale che ha colpito duro anche da queste parti. «Ma siamo convinti che ora ci siano i presupposti per ripartire – sostengono Olivieri e Santero – Abbiamo già alcune aziende, anche non piemontesi, interessate al progetto – assicurano – Su questa base vogliamo far decollare il rilancio di questa parte di Sud Piemonte».

Nuove realtà produttive in arrivo, dunque? Se le previsioni di Santero–Olivieri dovessero essere confermate, questa operazione darebbe nuove speranze a chi che con la chiusura della ormai ex Friges aveva perso il proprio reddito. La Friges, un tempo leader nel suo settore, aveva dimostrato di essere in difficoltà finanziarie nell’estate del 2013. I 113 dipendenti avevano denunciato un ritardo nel versamento degli stipendi da parte dell’azienda, da cui era partito anche uno sciopero davanti ai cancelli, lungo la provinciale che da Calamandrana porta a Canelli. Per questi lavoratori era seguita la cassa integrazione per cessazione di attività, conclusa nell’agosto del 2014. In ultima battuta, da quella data scattò infine la mobilità.

Lucia Pignari

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