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La truffa da 100 euro
del finto imprenditore svizzero

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Articolo pubblicato il 01/03/2016 alle ore 10:33.
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La truffa da 100 eurodel finto imprenditore svizzero
«Salve, non si ricorda di me? Sono il figlio di un suo ex collega, si ricorda? Avete lavorato insieme per molto tempo. Mio padre, che oggi fa riabilitazione in Svizzera, mi parla molto di lei e sarebbe bello che lo chiamasse per farvi una bella chiacchierata». E’ stato questo l’incipit dell’ultima truffa, ordita ad Asti ai danni di un pensionato di 69 anni e avvenuta nei pressi dell’ecocentro. E’ successo venerdì mattina. La vittima era appena uscita dal polo ecologico dove aveva depositato alcuni rifiuti quando, sulla strada, è stata avvicinata da un Suv grigio con a bordo un uomo di circa 50 anni. Lo sconosciuto, fermandosi vicino al pensionato, ha fatto finta di riconoscerlo e, tempestandolo di parole, gli ha fatto credere di essere il figlio di un suo ex collega di lavoro.
«Una storia molto credibile – ha poi raccontato il pensionato sporgendo denuncia in questura – perché conosceva dettagli del mio lavoro che mi hanno convinto che avesse le migliori intenzioni». Invece, da una parola all’altra, lo sconosciuto ha convinto la vittima a salire a bordo del Suv dove gli ha raccontato del suo lavoro (confezionerebbe capi d’abbigliamento in pelle), del fratello, impresario nel mondo delle macchine compattatrici, e dell’impegno di famiglia nel gestire un hotel in Svizzera. All’improvviso lo sconosciuto ha “regalato” al pensionato tre giacconi in pelle (che, in realtà, erano al 70% in poliestere) in segno della vecchia amicizia con il padre. Al rifiuto della vittima di accettare un simile regalo, il truffatore ha chiesto che gli venissero pagate benzina e autostrada fino a Lugano, convincendo così la vittima a sborsare 100 euro. Poi si è allontanato, facendo perdere le sue tracce. Il pensionato, capito di essere stato vittima di una probabile truffa, ha poi sporto denuncia alla polizia.

E, sempre in tema di raggiri, sapientemente messi in scena da abili truffatori, i carabinieri di Canelli hanno denunciato un 29enne bresciano, dipendente di una ditta fornitrice di servizi e attrezzature per la fornitura del gas sita nella provincia lombarda. La denuncia è scattata al termine di una rapida indagine, scaturita da tre denunce presentate all’inizio del mese di febbraio da tre anziani, residenti a Canelli. Gli accertamenti svolti hanno consentito ai carabinieri canellesi di ricostruire il modus operandi dell’uomo: «Si presentava presso le abitazioni dei pensionati, incaricato per l’installazione negli appartamenti di apparecchi per la rilevazione di fughe di gas, facendo falsamente credere alle vittime che quei manufatti fossero altamente affidabili e da installare obbligatoriamente per legge – spiegano i militari dal Comando di via Delle corse – Si faceva quindi consegnare  per ognuno la somma contante di 300 euro, risultata nettamente maggiore rispetto al loro reale valore commerciale ammontante a poche decine di euro».

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