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La strada da un milione di euro
che tiene in “ostaggio” un paese

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Articolo pubblicato il 28/10/2015 alle ore 07:00.
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Un tratto della strada "incriminata"
Doveva essere un cantiere che avrebbe cambiato il volto del paese rendendolo molto chic ed esteticamente gradevole con qualche promessa di un maggiore valore delle abitazioni che vi si affacciano, ma, a distanza di oltre otto mesi dalla sua apertura, una parte di residenti non ne può più. Ad esasperarli sono stati questi lunghi mesi di lavoro per il rifacimento della strada principale (ed unica) del paese, quella via Inserra lunga più di un chilometro sulla quale abita la maggioranza dei residenti cerretesi. Su quella via ci sono quasi un milione di euro da spendere, arrivati dal cosiddetto "click day", il bando del Ministero dei Trasporti che aveva assegnato in tutto 60 milioni di euro ai primi 60 progetti inviati dai Comuni più veloci a spedire la loro proposta.

Un po' di preoccupazione i cittadini che su quell'unica via del paese vivono l'avevano già manifestata poi sono iniziati i lavori e con essi i guai di una buona parte di residenti. A partire dalla difficoltà di tornare a casa ogni giorno. Per forza di cose, vista la conformazione del paese, il cantiere ha impedito, tratto per tratto, il transito delle auto. Per quelli che abitano all'inizio del paese la soluzione più adottata seppur scomoda è stata quella di parcheggiare le auto al limitare del cantiere e coprire a piedi la distanza. Ma per quelli che abitano più indietro la soluzione trovata dal Comune è stata quella di una strada alternativa, Strada dell'Oppio, che però presenta molte criticità: è completamente sterrata, è molto stretta per cui ogni incrocio fra due mezzi è rischioso, è completamente buia di notte, presenta un attraversamento di un fossato senza protezione. Questo per quanto riguarda il tratto in valle mentre quello finale che conduce al paese presenta una forte pendenza. Ciò significa che bastano poche ore di pioggia per rendere impraticabile il tratto in valle a causa di fossati occlusi e anche il tratto in salita si trasforma in un fondo scivoloso e pericoloso.

E questo dura da molti mesi. Fra le paure più diffuse fra i residenti vi è quella dell'emergenza: in caso di malore improvviso o di un incidente che preveda l'intervento dei Vigili del Fuoco, è impossibile per molte case essere raggiunte da un'ambulanza o da un mezzo antincendio perchè la strada alternativa non supporta questo tipo di mezzi e l'altra è chiusa dal cantiere. «Questo è un paese abitato da molti anziani e i malori purtroppo sono da mettere in conto -– dicono alcuni cerretesi -– ovviamente insieme a ogni tipo di incidente e malore che può capitare ad un adulto o a un bambino. Da febbraio ad oggi per fortuna non abbiamo avuto chiamate d'emergenza, ma non vogliamo continuare a sfidare la sorte».

Il fine lavori era stimato per il 31 ottobre, ma a giudicare dal fatto che almeno un terzo della strada è ancora da fare, sarà difficile che fra una settimana tutto si risolva e, in vista della stagione di piogge, gelo e neve, il timore dei cittadini è quello di rimanere ostaggi dei muratori per tutto l'inverno. Ma la contrarietà all'opera che doveva essere un fiore all'occhiello del paese e che invece si sta dimostrando una fonte inesauribile di ansie, arrabbiature e pensieri, deriva anche dalle tante grandi e piccole "anomalie" del progetto che i cittadini e i due capigruppo di minoranza, Luigi Fusello e Andrea Borello, non esitano a chiamare errori di progettazione e realizzazione.

La lista è molto lunga: problemi con i raccordi fra il nuovo piano stradale e gli ingressi ai cortili: veri e propri "gradini" per arrivare in strada, rampe ripide per l'innalzamento del livello della strada, finestre di cantine che vengono in parte oscurate dai cubetti posizionati ad un livello più alto del precedente asfalto, passerelle di accesso alle case posticce e per niente sicure, danni alle facciate provocati dalla movimentazione di materiale e mezzi, scavi per l'innalzamento di tombini e contatori dell'acquedotto lasciati aperti che si sono trasformati in uno "scarico" durante i temporali con allagamenti di cantine adiacenti.

«Con quei soldi si poteva semplicemente riasfaltare questa strada e tutte le altre del Comune, creando altre vie di comunicazione che sarebbero state molto più utili di un chilometro di porfido che quando nevicherà non potrà neppure essere spalato bene per non rovinare la pavimentazione» dicono i residenti insoddisfatti dei lavori che aggiungono. «E non è una questione politica contro il sindaco, ma l'esasperazione di nove mesi di grandi disagi e di danni che si ripercuoteranno chissà per quanto sulle nostre case».

Daniela Peira

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