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La nebbia che accompagna lo studente

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Articolo pubblicato il 28/10/2014 alle ore 09:56.
La nebbia che accompagna lo studente
Nebbia. Da settembre a maggio accompagna con fedeltà ogni pendolare che, con occhi stanchi e lo stomaco in subbuglio per una colazione spesso trangugiata di fretta, tenta di dirigersi verso la fermata del proprio mezzo di trasporto, senza aver certezza di quando questo comparirà finalmente all'orizzonte. Quest'anno, la scuola è nuovamente riuscita ad attuare un cambiamento che non solo ha utilità molto discutibili, ma ha tenuto in scarsa considerazione i disagi che questo causa ai pendolari provenienti da paesi più distanti.

Purtroppo, ancora una volta le scuole dimostrano di non capire la differenza che a uno studente che proviene dai paesi può fare l'anticipare o il posticipare un orario anche solo di dieci minuti. Nel mio caso, ad esempio, significa svegliarsi ogni giorno quaranta minuti prima del solito, poiché gli orari delle corriere, eccezion fatta per alcuni casi isolati, non sono assolutamente mutati, a dimostrazione del fatto che nel prendere decisioni non ci si è concentrati con la giusta serietà su un argomento invece spinoso e difficile, che assilla gli studenti di ieri come gli studenti di oggi, e temo che se non vi sarà una maggiore preoccupazione per gli effetti collaterali di questi "cambiamenti discutibili", continuerà ad assillare anche in futuro.

Inoltre, a ulteriore dimostrazione di questa scarsa preparazione agli "effetti collaterali" della settimana corta, numerosi studenti avranno potuto notare professori e dirigenti che tentano di arrampicarsi sugli specchi per risolvere piccolezze che però non erano state valutate. Ma la nebbia, si sa, ci terrà compagnia comunque.

Luca Mombellardo

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