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Incendio alloggio Atc Nizza, Spedalieri: «Se inagibile ne chiederemo uno temporaneo»

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Articolo pubblicato il 13/05/2015 alle ore 07:00.
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L'esterno dell'alloggio andato completamente distrutto nell'incendio
«Siamo in contatto con l'ATC di Asti. Ora non resta che accertare lo stato dei danni per capire come muoverci». A dichiararlo è Massimiliano Spedalieri, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Nizza Monferrato, a pochi giorni dall'incendio che ha distrutto un alloggio delle case popolari in via Calamandrei, nel quartiere San Rocco, e a seguito del quale una famiglia di tre persone ha perso la casa. «Se sarà accertato che l'abitazione è inagibile chiederemo l'assegnazione temporanea di un alloggio per questa famiglia, non lasceremo nessuno senza un tetto. Al momento però non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale» continua Spedalieri.

Il rogo è scoppiato venerdì scorso, pare per un cortocircuito e per un materasso che ha preso fuoco. Il fatto è avvenuto verso le due e mezza di notte. In casa c'era il proprietario, il figlio diciassettenne e un cugino dell'uomo. La moglie era al lavoro, come badante, in un paese nei dintorni di Nizza. Il racconto dei testimoni è terribile: all'improvviso sono divampate le fiamme. L'uomo ha cercato di spegnerle chiamando in soccorso il figlio e il parente. I tre hanno provato a rovesciare dell'acqua sul materasso, per poi decidere di spostarlo in bagno, nella vasca, dove sarebbe stato più semplice spegnerlo. Sembrava tutto finito, i tre sono tornati a dormire.

Ma dopo circa venti minuti le fiamme lambivano nuovamente il materasso. «Il fuoco era alto, il fumo che si è sprigionato era nero e denso. Tossivamo e a quel punto abbiamo deciso di chiamare aiuto» racconta il ragazzo. I vicini di casa vengono svegliati dalle urla e dai colpi sulla porta. Chi fa capolino in corridoio viene preso alla gola dal fumo acre e per terra, nota il sangue. «All'improvviso i vetri sono scoppiati – racconta ancora il ragazzo – mio padre si è ferito sulle braccia e ha cominciato a sanguinare. E' stato spaventoso». I vicini a quel punto sono allarmati. Qualcuno chiama i vigili del fuoco che giungono sul posto per spegnere l'incendio. «Abbiamo evacuato il palazzo, in un attimo eravamo tutti in strada – ricorda un pensionato, il cui alloggio confina con quello andato a fuoco – il fumo era denso, nerissimo. C'è voluto molto tempo, un paio d'ore, prima che il fuoco venisse spento».

Il giovane diciassettenne, nella fretta di lasciare la sua casa, è riuscito comunque a salvare quattro dei gatti di casa. Gli altri sei sono stati tratti in salvo dai vigili. Scampato pericolo anche per le due tartarughe mentre nell'alloggio saranno rinvenuti i cadaveri del pappagallo, del criceto e del porcellino d'India. Le uniche vittime, per fortuna, di questa tragica notte in cui una famiglia ha perso tutto: i propri oggetti personali, la casa. Gli inquilini sono rimasti in strada, stanchi e impauriti, fino verso la prima mattinata. Solo l'intonaco annerito sopra la finestra del terzo piano reca ancora traccia di quanto accaduto. «Ci è andata bene – ha raccontato una donna che vive nel palazzo – il fumo è stato velocissimo. Ha raggiunto tutti gli appartamenti in poco tempo. Noi dormivamo. Sono state le urla a farci svegliare». Nel giardino si nota una lavatrice, completamente distrutta.

Il tecnico dell'ATC ha già effettuato un sopralluogo: l'abitazione ha subito danni seri e per ora è inagibile. Per la famiglia di tre persone c'è il sollievo di aver scampato il pericolo. Ora però cresce l'incertezza su dove alloggiare nel prossimo futuro.

Lucia Pignari

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