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In rete i suoi film hard rubati dal telefonino

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Articolo pubblicato il 12/10/2016 alle ore 10:35.
In rete i suoi film hard rubati dal telefonino 3
In rete i suoi film hard rubati dal telefonino: 28enne di Asti denunciato

La chiamano, con un neologismo, “sexextortion” ed è la richiesta di denaro che si è sentita rivolgere una giovane donna di Asti decisa a far sparire dalla rete alcuni filmati a sfondo sessuale che aveva girato senza mai condividerli con altri soggetti.

Nei guai è finito un 28enne astigiano, denunciato dalla polizia postale.

Tutto è iniziato quando la donna ha improvvisamente visto lievitare il numero di richieste di amicizia sul suo profilo Facebook (fino ad oltre 800 in pochi giorni) accompagnate spesso da messaggi molto scurrili e indelicati con riferimenti di natura sessuale e, in qualche caso, con la richiesta di incontri.

Lo stupore della donna ha trovato una risposta quando, sul suo stesso cellulare, ha ricevuto alcuni video hard che lei aveva autoprodotto e di cui era protagonista senza peraltro averli mai diffusi nè dato alcun consenso affinchè ciò avvenisse.

Nel percorso della ragazza per risalire a chi avesse messo in giro questi video privatissimi, è arrivata all’amministratore del gruppo segreto di Facebook sul quale questi filmini venivano condivisi e ha chiesto che venissero immediatamente rimossi. Ma non solo è stata ricoperta di insulti e minacce sui social, ma è stata anche avvicinata fisicamente da due giovani che avevano tentato di estorcerle del denaro per ritirarli.

Alla fine si è rivolta alla polizia postale indicando un amico al quale, qualche tempo prima, aveva prestato il suo cellulare e che, nel restituirglielo aveva commentato “bello il video”. Partita l’indagine, gli investigatori della polizia postale di Asti, guidata da Ettore Ricci, ha intercettato due gruppi anonimi di Facebook che condividevano i video incriminati e uno di essi annovera oltre 1300 iscritti.

Una vera gogna per la donna, che improvvisamente è diventata molto popolare in una larga cerchia di amici di città e provincia.

Raccolti abbastanza elementi, gli investigatori della Postale hanno sottoposto tutto al pm Boschetto che ha chiesto ed ottenuto la perquisizione a casa del 28enne al quale è stata trovata una ingente quantità di materiale archiviato che è stato sequestrato e destinato all’analisi degli esperti.

Un intervento importante quello della polizia postale di Asti che arriva a poche settimane dal suicidio di una donna per lo stesso motivo: quello di video hard che dovevano rimanere privati e che invece sono stati immessi in rete in una gogna mediatica senza rimedio.

Spesso a postare video senza autorizzazione è l’ex partner dopo la chiusura di una relazione ma esiste anche un livello internazionale più difficile da intercettare gestito da professionisti che lo fanno solo per profitto.

La Postale consiglia di non pagare mai eventuali somme richieste per ritirare il video dalla circolazione, di bloccare subito il contatto sul social, di inoltrare richiesta di rimozione del video ai gestori della piattaforma sul quale è postato e sporgere denuncia.

Anche se il consiglio più efficace rimane quello di non condividere e non inviare mai immagini a sfondo sessuale, anche quando si tratta di persone conosciute e a noi intime. Oltre a indicazioni di tutela della sicurezza e della privacy delle pagine sui maggiori social media.

Daniela Peira

Tags: film hard,porno in rete,polizia postale,denuncia,internet,Facebook

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