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In 2.300 per un posto da infermiere
Prime prove scritte a fine marzo

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Articolo pubblicato il 06/03/2015 alle ore 07:00.
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L'ingresso dell'ospedale Cardinal Massaia di Asti
Nove sono stati i mesi di attesa ma finalmente il concorso indetto dall’Asl di Asti per la copertura di un posto da infermiere professionale partirà. Le prime prove scritte sono state infatti calendarizzate per la fine di marzo e per quella data i 2.300 aspiranti che hanno presentato domanda si metteranno in gioco con lo scopo di guadagnarsi l’ambito posto fisso.

Il bando era infatti uscito la scorsa primavera (con scadenza il 30 giugno) e da allora questo esercito di infermieri precari aspettava con trepidazione l’inizio delle prove. Con il passare dei mesi, c’era chi aveva cominciato a perdere le speranze ma a quanto pare l’attesa è stata dunque premiata anche se va considerato che, dati i numeri, vincere questo concorso sembra quasi avere le stesse probabilità di una vincita alla lotteria: in ballo, per il momento, c’è la copertura di un solo posto a fronte di oltre due mila partecipanti. «E’ comunque una buona notizia – commenta Gabriele Montana di Nursind, il Sindacato della professione infermieristica – da tempo chiediamo per Asti lo sblocco delle assunzioni, problema che attanaglia l’intero sistema sanitario regionale. Al di là del fortunato vincitore, con questo concorso si costituirà finalmente una graduatoria, dalla quale si potrà attingere non appena le assunzioni saranno sbloccate».

Sull’ospedale di Asti e Nizza i sindacati confermano il cronico problema del sottodimensionamento dell’organico. Per ovviarvi servirebbero almeno altri 50 infermieri. Stesso discorso per gli OSS, il personale socio-sanitario e le ostetriche. «Ad Asti contiamo 1.500 parti l’anno, 300 in più rispetto ad Alessandria. Ma le ostetriche sono sotto organico, ne servirebbero almeno cinque in più» considera Montana. Ad Asti, sono in particolare i reparti di Pediatria e Pronto Soccorso quelli con il maggiore fabbisogno di nuovo personale. Le assunzioni però sono bloccate al 50%, il che significa che a fronte di dieci pensionamenti l’azienda può assumere solo altri cinque. «Dalla Regione abbiamo sentito promesse sul futuro sblocco delle assunzioni. Per il momento non abbiamo visto nulla di concreto. Speriamo che queste non rimangano solo parole» chiosa Montana.

Intanto, gli aspiranti si preparano a sostenere le prove d’esame. Per lo più si tratta di giovani neolaureati che con il sopraggiungere della crisi economica faticano ad operare come liberi professionisti e sperano di potersi collocare nel settore pubblico. Ma anche infermieri impiegati nel privato e assunti in cliniche, case di riposo o tramite cooperativa con contratti part-time e a tempo determinato che sperano di stabilizzare la propria condizione lavorativa. Questo concorso è una speranza per molti di loro di gettarsi alle spalle la precarietà.

l.p.

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