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«Il turismo accessibile è impresa, non assistenza»

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Articolo pubblicato il 13/07/2016 alle ore 09:39.
«Il turismo accessibile è impresa, non assistenza» 3
Il workshop con il Sottosegretario al Welfare Luigi Bobba

Ad una settimana dal dibattito sul turismo rurale e sul ruolo degli agriturismi, organizzato da “Fare: progetti per Asti” con l’associazione gli Argonauti, si torna a parlare di nuove iniziative volte ad incrementare le ricadute economiche del settore, anche nel Monferrato, ma con un occhio di riguardo per i diversamente abili.

Asti è già impegnata a sviluppare il progetto “Verso una città etica”, iniziativa che sta facendo scuola in Piemonte e che altre realtà, come Gorizia e Fermo, stanno cercando di replicare. Più il turismo è accessibile, più il territorio diventa appetibile, in termini di servizi, per le persone che presentano una disabilità, permanente o temporanea.

Le buone pratiche sul turismo accessibile sono state oggetto di discussione nel ForumPa, tenutosi all’Eur di Roma, al quale ha partecipato anche l’assessore Andrea Cerrato. Presente all’evento il sottosegretario al Welfare Luigi Bobba che ne ha sottolineato le grandi potenzialità.

«Il sottosegretario, intervenendo ad un workshop sul Welfare del futuro, ne ha elogiato il modello, - commenta l’assessore Cerrato - anche in virtù della riforma del terzo settore e del ruolo determinante che avrà l’impresa sociale nei prossimi anni». Turismo accessibile, ma senza che si trasformi in assistenza sociale, soprattutto a carico delle pubbliche amministrazioni.

«Il turismo accessibile e l’intera filiera, - continua l’assessore al turismo - dopo una prima fase di lancio, devono essere capaci di autosostenersi e non togliere risorse al settore sociale. Le istituzioni italiane ed europee devono indicare il percorso politico, etico e sociale e poi lasciare che il mercato faccia il resto: questo tipo di turismo è impresa, non assistenza sociale».

Mai, come in questo caso, l’approccio fa la differenza perché il turismo accessibile, già nel 2012, era stimato a 800 miliardi di euro, considerato anche l’indotto, e occupava nove milioni di persone, tra cui migliaia di disabili. Dati forniti da un ente tecnico come CPD - Turismabile che si uniscono ad un quadro indicativo molto interessante: il turismo accessibile riguarda mamme con bambini, quelli che hanno allergie, gli over 65, le persone con disabilità non permanenti e molte altre categorie.

«Una fascia di turisti che nel 2011 ha rappresentato il 20,3% del totale - spiega Cerrato - nel 2013 il 26,5%, e nel 2050 si prospetta arrivi al 31,8%». Una porzione di mercato che, per essere attirata nel Monferrato, necessita di un ripensamento dell’intera filiera, dai trasporti, alla sanità, agli svaghi fino all’ospitalità. Ancora da ottimizzare la formula con cui il Monferrato accessibile viene raccontato e sul quale pubblico e privato dovrebbero intensificare gli sforzi.

Anche di questo si parlerà venerdì mattina, alle 11, in municipio durante la presentazione del progetto BookingAble, innovativo portale di prenotazione web di strutture ricettive e servizi turistici per persone con disabilità.

Riccardo Santagati

Tags: Turismo,Andrea Cerrato

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