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Il Tinella di nuovo inquinato
La rabbia degli ambientalisti

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Articolo pubblicato il 02/07/2015 alle ore 07:00.
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Basta un solo scarico inquinante per decimare le forme di vita acquatica lungo chilometri di corso d'acqua
Non c'è tregua per il Rio Tinella, anche al di fuori del periodo della vendemmia. Giovedì scorso i volontari dell'associazione Valle Belbo Pulita hanno infatti costatato un nuovo caso di inquinamento del rio causato dagli scarichi di un'unità produttiva con sede a Santo Stefano Belbo. Allertato il personale dell'Arpa di Asti, questo è intervenuto prontamente effettuando i rilevamenti del caso e prendendo in carico alcuni campioni che saranno esaminati presso il laboratorio di Alessandria. Sul posto sono intervenuti anche i colleghi del dipartimento di Cuneo, per pertinenza territoriale.

«Chi si comporta così scorrettamente se ne frega dell'ambiente, dei rii, dei torrenti, dei fiumi e dell'acqua in genere. Per lui quelli che risiedono a valle non hanno diritti. A lui cosa importa se muore ogni forma di vita acquatica? Non gli importa nulla dei doveri che abbiamo per il mantenimento dei territori Unesco, non gli importa nulla della recente legge varata che punisce penalmente i reati ambientali» è lo sfogo di Gian Carlo Scarrone, Presidente di Valle Belbo Pulita.

Nella foto si vede chiaramente a sinistra l'acqua cristallina di un piccolo rio affluente del Tinella, in provincia di Asti, così come l'apporto inquinate di uno scarico situato nella provincia di Cuneo. L'invito dell'associazione ambientalista è dunque rivolto ad enti e istituzioni locali ad un maggiore controllo per evitare ingenti interventi di bonifica.

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