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Il tempio della storia contadina
festeggia i suoi primi 35 anni

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Articolo pubblicato il 21/10/2015 alle ore 14:00.
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Anche oggetti di uso comune nelle sale del Museo etnografico di Cisterna
Festeggia 35 anni dalla fondazione quello che oggi è il primo museo etnografico piemontese, con almeno 9000 oggetti catalogati. Si trova all'interno del castello di Cisterna d'Asti ed è la testimonianza di antichi mestieri di una volta, della vita contadina, un tempio della fatica e del lavoro. Ventiquattro i mestieri rappresentati da antichi oggetti, ambientati nelle sale del castello (al piano nobile e al primo) e nelle cantine (dove si concentrano le attrezzatura legate al mondo del vino). Il ciabattino, il falegname, l'orologiaio, il sarto, la sala pesi e misure, lo spazio alla memoria di Magna Jeta, la storica ostetrica: al museo di Cisterna tutto è memoria, è autenticità, è sapore di un tempo che ormai non c'è più.

E che già negli anni ‘70 stava scomparendo, man mano che morivano gli artigiani e certi mestieri venivano meno: lo sa bene il presidente dell'associazione Arti e Mestieri di un Tempo che dal 1990 gestisce il museo, per conservarne la memoria, custodire fin nel dettaglio ogni pezzo del passato della comunità contadina. Bartolomeo Vaudano, detto Lino, l'ha voluto fortemente e con l'aiuto di volontari che l'hanno seguito con passione ha iniziato, già negli anni ‘80, a raccogliere oggetti non più utilizzati, andando a raccattarli con un'Ape in giro nelle cantine dei paesi limitrofi. Raccolti i vari pezzi, si trattava poi, con estrema pazienza, di ambientarli nella giusta bottega, scrivendone il nome, ove possibile, in dialetto. Un sogno, un'idea che gli bussava dentro da anni, già da ragazzo: non faceva altro che pensare al castello, all'epoca in stato di abbandono, a come farlo rivivere. "Non è stato facile, è servita determinazione, alla sera lavoravamo ore con i volontari per sistemare tutto... vedere quegli oggetti inutilizzati, pensare che se ne perdesse la memoria, per me era come una spina nel cuore".

Mercoledì si terrà, al castello, una tavola rotonda sul volontariato culturale, un evento organizzato da Tiziana Mo e dal Polo Cittattiva, per farsi una domanda sul futuro, sul senso e sul valore di un tale patrimonio, dato che di recente il museo è tornato ad essere gestito interamente su basi volontaristiche, come all'inizio; un passo indietro, ma con la differenza che oggi, essendo una realtà grande e importante, non può appoggiarsi unicamente e per sempre sul volontariato per la gestione ordinaria delle attività museali. I progetti culturali, portatori di memoria del territorio, non smettono di esistere, dal restauro del vecchio forno a "La storia di Cisterna dalle origini al ‘700", il libro appena scritto da Baldassare Molino (di cui si stanno cercando fondi per la stampa).

Roberta Arias

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