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Il sindaco di Calliano scrive a Renzi
«Abbiamo i fondi, lasciateci investire»

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Articolo pubblicato il 01/10/2015 alle ore 07:00.
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Calliano
«Se per salvare le grandi metropoli dal default occorrono decreti appositi che versano milioni di euro nelle loro casse esauste da bilanci in rosso, per la nostra salvezza sarebbe semplicemente allentare il patto di stabilità. Non chiediamo un euro in più di quanto abbiamo già». Vincoli che legano le mani alle Amministrazioni dei piccoli comuni e di fatto impediscono di spendere risorse proprie, realizzare progetti peraltro già finanziati ma azzerare di fatto anche la programmazione.

Mani che però non hanno impedito al sindaco Paolo Belluardo di scrivere al presidente del Consiglio Matteo Renzi. «E' stato sindaco e sa cosa vuol dire amministrare una comunità, pertanto confido che comprenda l'appello e permetta alle Amministrazioni virtuose di poter operare. Lavoriamo senza percepire alcuna indennità, esclusivamente per il bene del nostro paese, gestendo la cosa pubblica fedeli al principio del buon padre di famiglia. E' giusto che se ci sono le risorse, frutto dei sacrifici di tutti i callianesi, si possano investire in opere utili alla collettività». Il primo cittadino snocciola dal bilancio 2015 i numeri dei soldi "blindati" dal vincolo di stabilità. «Potenzialmente abbiamo capacità di spese per quasi mezzo milione di euro grazie ad un avanzo di amministrazione di 347 mila euro a cui aggiungerne altri 150 mila per opere già finanziate - fanno notare in municipio - per quest'anno abbiamo in cantiere almeno una dozzina di interventi per altri 200 mila euro, ma finora solo una minima parte può essere realizzata. In base ai parametri sul bilancio 2015 dovremo accantonare altri 104 mila euro, dopo aver subito anche un taglio di 49 mila euro dai 290 mila di trasferimenti statali».

L'unica soluzione che permetterebbe l'allentamento del patto sarebbe aumentare le entrate. «Ma come è possibile per un comune di meno di 1500 residenti? Abbiamo anzi cercato di assecondare le esigenze dei contribuenti riducendo di un punto l'addizionale Irpef. In questi anni è stato ridotto del 15% il costo del personale, la manutenzione è ridotta all'osso. A differenza delle grandi città non chiediamo soldi ma semplicemente di spendere quelli a disposizione, quelli che sono frutto anche della tasse versate dai concittadini. Siamo arrivati al punto che non possiamo permetterci neppure l'acquisto di un camioncino per mandare in pensione una delle due vetture Panda dopo oltre vent'anni di onorato servizio».

Maurizio Sala

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