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Il pap test cambia faccia e va alla ricerca del Dna

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Articolo pubblicato il 02/05/2013 alle ore 07:00.
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Il pap test cambia faccia e va alla ricerca del Dna
Ha salvato moltissime donne e ha consentito a molte di intervenire tempestivamente nella cura del tumore al collo dell’utero. Parliamo di Prevenzione Serena, il programma di screening oncologico che la Regione Piemonte ha mantenuto anche per il prossimo anno. Non solo, ma nonostante i tempi di ristrettezze economiche per il comparto sanitario, è stata introdotta una importante novità, ovvero il test per la ricerca del Dna del papilloma virus umano come test primario per lo screening della cervice uterina. Andrà a sostituire gradualmente il pap test tradizionale, che in Regione Piemonte, con Prevenzione Serena si fa ormai dal 1996 e, solo nel 2012, in provincia id Asti, ha messo a bilancio 21 mila inviti ad altrettante donne con circa 11 mila test eseguiti.

Il nuovo test sul Dna dell’HPV, riguarderà le donne dai 30 ai 64 anni. Due i vantaggi di questo nuovo test: il primo riguarda un passo avanti nella prevenzione. Il pap test tradizionale, infatti, rilevava presenze di cellule canceroso o precancerose nel collo dell’utero mentre quello del Dna invidivua la presenza del virus, senza aspettare che questo produca “conseguenze” negative sulla salute della donna. L’altro vantaggio riguarda l’intervallo con il quale va eseguito: per il pap test veniva consigliata una ripetizione ogni tre anni, mentre con il nuovo Dna Hpv possono passare cinque anni fra un esame e l’altro. Le evidenze scientifiche internazionali dimostrano che uno screening con test clinicamente validati per il Dna di Hpv oncogeni, effettuato ogni 5 anni è più efficace dello screening basato sulla citologia effettuato ogni tre anni, ed assicura una maggior protezione e sicurezza nelle donne con età compresa fra i 30 e i 64 anni.

Il nuovo test sarà introdotto gradualmente su tutto il territorio regionale entro i prossimi cinque anni e sarà validato dai controlli di qualità e di appropriatezza che caratterizzano la Prevenzione Serena. Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare malattie della pelle e delle mucose; si contraggono tramite contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo) o in luoghi poco puliti come bagni pubblici non disinfettati a norma. Il rischio di contrarre un’infezione da HPV è massimo tra i giovani adulti e l’uso del profilattico non pare avere azione protettiva completa vista la diffusione dell’infezione. Si stima che il 75% della popolazione entri in contatto con il virus almeno una volta durante la sua vita e il tumore della cervice uterina è riconosciuto come totalmente attribuibile all’infezione da papillomavirus umano.

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