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Il Monte Rainero tra orrori e rischi
preso di mira dai soliti vandali

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Articolo pubblicato il 15/04/2013 alle ore 07:00.
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Giochi inutilizzabili al parco Bramante
Prosegue la nostra inchiesta sui parchi astigiani che abbiamo iniziato sul numero di martedì raccontando tutte le criticità, i pericoli e gli orrori urbani del Parco del Tanaro e del Bosco dei Partigiani. Abbiamo fatto il sopralluogo nelle aree verdi cittadine sabato scorso dopo aver ricevute varie segnalazioni da parte dei lettori. Il terzo parco visitato è il Monte Rainero, la grande area verde che collega strada Fortino con via Pietro Micca e corso Milano. Il viaggio inizia dall’ingresso su strada Fortino, nella zona dedicata ai giochi per i bimbi. Neanche il tempo di fare due passi e ci troviamo davanti l’ennesimo esempio di incuria e vandalismo: i bagni pubblici del Monte Rainero sono una sorta di latrina semi distrutta, con gli arredi spaccati, rifiuti e foglie sul pavimento e con la porta divelta.

E’ la stessa scena già vista al Parco del Tanaro ma, essendo i bagni davanti ai giochi dei bambini, risulta ancora più inquietante. Prendiamo il primo sentiero verso il centro del parco e troviamo una costruzione vicino ad una zona in cemento dove si trovano due cantine, completamente aperte, al cui interno è ammassato di tutto. Se un bambino ci finisse dentro potrebbe farsi male: solo una delle cantine ha una porta in ferro (aperta) perché l’altra è sparita. Prendendo la prima stradina in salita verso la parte alta del Monte Rainero troviamo alcune siringhe buttate in un angolo, le palizzate completamente abbattute sul lato destro del sentiero, pali da cui spuntano chiodi arrugginiti (un pericolo comune a molti parchi di Asti) e una serie di rifiuti gettati più o meno dove capita sotto le piante. Raggiungiamo la parte alta del parco, che si affaccia su corso Milano (nei pressi dell’Artom) e imbocchiamo la scalinata diretta verso via Pietro Micca.

Anche qui è la stessa scena già vista: palizzate abbattute, chiodi che spuntano dai pali e tanta incuria sull’erba. Lasciamo questo parco e ci spostiamo ai giardini pubblici, nel Parco della Resistenza. Il parco, probabilmente tra quelli messi meglio, è abbastanza pulito ma ci sono alcuni problemi segnalati dai lettori. A parte il laghetto della tartarughe (un po’ discarica, un po’ palude) ci sono alcune panchine di cemento spaccate, una delle corde collegate ai giochi “rattoppata” e ci segnalano che recentemente sono state trovate delle feci sugli scivoli per i bambini. Il successivo parco è il Bramante, nella zona dello stadio comunale. Anche qui i vandali si sono dati da fare per distruggere alcuni giochi (una delle corde usata per arrampicarsi sembra essere stata bruciata alla base e sono sparite delle altalene con le relative catene di ferro).

Altro problema riguarda le bottiglie di vetro e vari rifiuti gettati sotto le panchine di cemento mentre, avendo visitato il parco tra una pioggia e l’altra, parte delle strade interne sono impraticabili perché trasformate in distese di fango. Ma non tutti i parchi di Asti sono mezzi disastrati. Abbiamo visitato anche il parco Barolo di via Salvo d’Acquisto e non abbiamo riscontrato particolari problemi: l’area, rifatta di recente, si presenta in buono stato, pulita e sicura per i più piccoli. Nei prossimi giorni il Comune dovrebbe intervenire per sanare le criticità in tutti gli altri parchi oggetto della nostra inchiesta. Tra le prime decisioni prese dall’assessore ai Lavori Pubblici Maria Bagnadentro anche quella di rimuovere il bagno nel Parco del Tanaro (vandalizzato oltre ogni immaginazione) e togliere tutti i pericoli più evidenti nelle zone frequentate dai bambini.

Riccardo Santagati
Twitter: @riccardosantaga

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