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Il Maestro, il baratto e la social-aggregazione

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Articolo pubblicato il 28/02/2015 alle ore 07:00.
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Il Maestro, il baratto e la social-aggregazione
Il Maestro per me era uno dei tanti avventori ed allora ancora non lo chiamavo così. Era la fine dell'estate periodo ideale per gustarsi un Nizza con un pezzo di formaggio nel dehor del Bar San Carlo, nel cuore di Nizza Monferrato. Ma quale formaggio! Era la più nobile tra le robiola: quella Robiola di Roccaverano che, con qualche settimana in più di stagionatura, é perfetta con un vino rosso come la Barbera. Ulderico beveva il mio Nizza ed io mi divoravo la sua Roccaverano e così é iniziata la nostra salda e rispettosa amicizia nata da prodotti di due territori attigui. Mi disse: «Ma perché non facciamo un baratto, come un tempo, visto che il matrimonio é perfetto?» Il baratto e la collaborazione tra contadini erano pratiche comuni ed indispensabili per la sopravvivenza in epoca della malora e di una ruralità che si alimentava esclusivamente di ciò che produceva la propria terra.

Collaborazione ed aggregazione che si rendono necessarie anche ai giorni nostri, se si vuole uscire dai soliti confini ed essere attrattivi per i nuovi mercati ed i nuovi consumatori. Utilizzando Facebook e Instagram abbiamo potuto notare l'interesse sempre crescente del pubblico verso un prodotto come la Robiola di Roccaverano che, in fondo, davvero pochi conoscono bene. Il Maestro é davvero bravo a spiegare ciò che fa perché ha competenza e il fuoco sacro della passione quindi riesce a trasmettere, anche in parole semplici, tutti i piccoli e grandi segreti di questa importante dop piemontese. Abbiamo la fortuna che Ulderico Antonioli è anche Presidente del Consorzio della Robiola di Roccaverano, questo formaggio a latte crudo di capra frutto dell'Unione di due mungiture.

Grazie ad un gruppo di amici quali Simona e Matteo, ci é venuta in mente l'idea di cercare di far conoscere questa realtà del basso Piemonte in serate di abbinamento ai miei vini (Cascina Garitina) in ristoranti di buon livello che sono ricettivi e curiosi e quindi perfetti per raggiungere il consumatore finale. Abbiamo creato un evento che si chiama Roccaverano and friends dove, postando foto e filmati girati in caseificio ed al pascolo si racconta cosa c'è dietro la nascita della robiola. Tutto questo ha generato molto engagment (relazioni tra i followers) tanto da dover organizzare una serata che abbiamo fatto da Marinella all'Hosteria Capel Rosso di Vercelli. A breve apriremo anche una pagina fan di questo formaggio e di questo territorio.

Ulderico si sta rendendo conto che questa esperienza iniziale sul web potrebbe fornire a lui la possibilità di arrivare direttamente al suo consumatore finale riuscendo a smarcarsi dalle logiche vecchie di certi distributori. Il problema é far capire tutto il lavoro che c'è dietro che non si può quantificare con un prezzo troppo basso come é l'attuale media e far capire che, la Robiola di Roccaverano é un formaggio mutevole con le stagioni ed influenzato molto dalla luminosità giornaliera. É un mondo incredibile con tante cose da dire in maniera quotidiana quindi perfetto per essere raccontato attraverso uno story telling sul web che riesce ad aggregare tante persone.

Gianluca Morino

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