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Il giornale? «Articoli troppo lunghi»

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Articolo pubblicato il 24/01/2013 alle ore 10:11.
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Il giornale? «Articoli troppo lunghi»
Internet, televisione, giornali, amici... Come si informano i giovani d’oggi? Sul web si trovano centinaia di dati relativi ai canali utilizzati dai ragazzi per conoscere il mondo e la realtà di tutti i giorni, fondamentalmente la rete è quello più utilizzato, poiché viene percepito come un mezzo più libero con maggiori opinioni a riguardo, anche la tv è tra i primi posti, infatti i tg e i programmi dedicati hanno un forte impatto sui più giovani che li reputano meglio strutturati. Non tutti però si informano, spesso non si è nemmeno educati né tanto meno spinti a farlo, per fare un esempio in quasi nessun corso scolastico si insegna agli studenti come informarsi né tanto meno si dedica del tempo alla vera e propria informazione e allo studio di ciò che accade ai giorni nostri.

In molti istituti si cerca di “arginare” a questa mancanza e spesso vengono proposte diverse iniziative per incentivare i ragazzi, il più conosciuto e praticato è “il quotidiano in classe”, progetto che porta nelle scuole il giornale, che, per esperienza personale, finisce la maggior parte delle volte trasformato in palline di carta che volano tra un banco e l’altro. Abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi perchè preferiscono internet piuttosto che il cartaceo come canale per informarsi, la maggior parte di loro ha semplicemente risposto: “la comodità”, comodità riferita al fatto che il giornale è ingombrante e spesso molti di loro finiscono per leggere le notizie sui pullman e lo fanno dagli smartphone o dai tablet, altri invece aggiungono che il giornale è “noioso” e spesso è pieno di articoli che non interessano o che magari al primo sguardo sembrano infinitamente lunghi e quindi non si ha la voglia di leggerli. E allora perchè si sceglie la rete per informarsi?

Abbiamo già detto che è più comoda e diretta, volevamo però scoprire in che modo e perchè i ragazzi sono più improntati a recarsi sul web per attingere alle notizie. Riccardo, 17 anni ci ha spiegato come funziona una sua tipica “ricerca”: «Mi piace informarmi e quando lo faccio cerco di non leggere la stessa notizia da un sito solo, spesso cerco articoli che ho magari sentito di sfuggita alla tv o semplicemente notato su qualche giornale durante il tragitto stazione–scuola. Navigo molto sui siti principali di news e poi utilizzo Google per muovermi all’interno di pagine web magari più piccole, di autori indipendenti o su blog di informazione sui quali però, molto spesso, trovo commenti e riflessioni molto interessanti che aprono anche la mente e il più delle volte portano a prendere una presa di posizione ben strutturata.

Non rinuncio però a “guardare” e “ascoltare” le notizie, anche su YouTube ci sono diversi canali che nella maggior parte dei casi sono gestiti da ragazzi di qualche anno in più di me, che informano su articoli di politica ed economia ma intervallando le notizie da alvolte che ci dia un occhiata anche per scoprire il perchè abbiano condiviso certe cose, è un modo come altri per conoscere non solo cosa succede per il mondo ma anche i pensieri e gli orientamenti politici dell’amico che ha pubblicato la notizia.» Personalmente ritengo che informarsi sia una cosa basilare per conoscere non solo la nostra società, il mondo e le “forze” che governano. Informarsi è d’obbligo, anzi è un nostro dovere che ci dovrebbe essere insegnato fin da bambini a scuola, a mio avviso il semplice gesto di aprire un giornale, un cune più divertenti, è una forma di informazione che mi piace parecchio, più della tv perchè mi porta a conoscere anche i pensieri di colui che mi propina le notizie.

Infine c’è Facebook, il social network più conosciuto al mondo che spesso utilizzo anche per informarmi o comunque tenermi aggiornato in diretta su ciò che succede in giro per il mondo, personalmente sono iscritto a diverse pagine che condividono in tempo reale le notizie più importanti, ma ho anche molti amici che postano sulle loro bacheca articoli presi qua e là per la rete e capita a blog, ascoltare l’esperienza di qualcuno è un qualcosa che sta scomparendo, ci lasciamo influenzare da programmi spazzatura che ci propinano informazioni deteriorate e inutili per capire cosa realmente succede intorno a noi. Ma sopratutto ci lasciamo condizionare da notizie auto–imposte che non ci fanno rifl ettere ma solo immagazzinare informazioni che non ci serviranno mai a formare un nostro pensiero, a formare noi come persone, come adulti e come cittadini attivi.

Simone Cioé

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