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Il custode della mostra su Don Bosco
può restare in Italia: «E’ integrato»

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Articolo pubblicato il 15/12/2015 alle ore 07:00.
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Taleb durante le lezioni per conseguire la terza media
Grazie al bicentenario di Don Bosco, sono stati in tanti a conoscere Taleb. E ad affezionarsi a lui. Gli stessi, o almeno la gran parte, che nei mesi scorsi si sono mobilitati nell’Alto Astigiano per chiedere che gli venisse accordato il permesso di soggiorno umanitario. Un appello che ha avuto i suoi effetti visto che lunedì scorso, la Commissione regionale incaricata del suo caso, ha comunicato di aver accettato il suo ricorso.

E con una motivazione più unica che rara per quanto riguarda i richiedenti asilo politico: perchè si era perfettamente integrato nella comunità. Grande la soddisfazione dell’associazione Basso Monferrato Astigiano, che raggruppa 72 Comuni e che ha tenacemente lottato per questo risultato, conoscendo anche bene Taleb, profugo bengalese fra i primi arrivati nell’Astigiano, a Casa Mamma Margherita di Capriglio e oggi ospite di una famiglia di Passerano Marmorito.

Taleb, oltre ad aver studiato per imparare bene l’italiano, si è offerto volontario per l’apertura della mostra su Don Bosco allestita dai bambini delle scuole castelnovesi nella Confraternita San Bartolomeo e visitata per tutta l’estate. In prima battuta la sua richiesta era stata diniegata e rischiava l’espulsione. Ma il ricorso e gli appelli di tanti cittadini ed istituzioni hanno portato al “mezzo miracolo”. Il primo a dare la notizia è stato proprio Taleb, sul suo profilo facebook definendosi semplicemente e grandiosamente “molto felice” per la risposta della commissione.

d.p.

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