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Il commento di Dario Rei:
«La “memoria differente” di Pino»

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Articolo pubblicato il 24/02/2016 alle ore 10:00.
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Il professore Dario Rei
Le testimonianze sul comando partigiano a Pino sono al centro di una meticolosa ricostruzione storica da parte del professor Dario Rei, che sta lavorando ad una contestualizzazione con i gruppi e le realtà dei territori circostanti. Ha raccolto insieme alla giornalista i racconti di De Mattei, Berra e Savarino confrontando le informazioni, alcune assolutamente inedite, con quanto già riportato nei testi storici e nei documenti della Resistenza. «Una idea alquanto diffusa è che in queste zone operassero esclusivamente sul fronte della guerriglia le formazioni garibaldine (vedi testimonianza Luraghi) mentre il resto della popolazione, e soprattutto i contadini, stavano piuttosto a guardare – è il commento del professor Rei ad una prima analisi di quanto emerso dai colloqui con i testimoni diretti - Non amavano i tedeschi pur non disprezzandoli, sopportavano i partigiani pur non amandoli ed aspettavano la fine della guerra ed il ritorno ad una qualche normalità comunque fosse. Da questo quadro si distacca la formazione Giustizia e Libertà operante tra Moncucco, Castelnuovo e Pino d’Asti, che comprendeva militari di carriera, civili colti di provenienza cittadina (Vittorio Gabetti che fu il primo sindaco nominato di Castelnuovo, il dottor De Mattei, i Berruti, Giorgio Rolli, Ferdinando Burlando) e locali come Mario Marchisio, i Caudana e Berra di Pino. GL a Pino d’Asti appare portatrice di una "memoria differente" che è giusto far conoscere ed apprezzare dopo decenni in cui è stata sostanzialmente rimossa per sopravvenuta amnesia. Mi auguro di ciò si possa ampiamente parlare nelle iniziative previste proprio a Pino d’Asti per l’inizio di giugno del 2016».

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