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Il canto del cigno: Napolitano
saluta l'Italia parlando di Europa

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Articolo pubblicato il 21/01/2015 alle ore 13:30.
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Giorgio Napolitano alla sua scrivania
"Ho fatto del mio meglio". Sono senza dubbio queste le parole più significative di quello che più che un discorso di fine anno è stato un vero e proprio saluto agli italiani, un saluto che da tempo era nell'aria ma che ora diventa certo, ufficiale. Queste cinque parole rappresentano il succo fondamentale di un intervento televisivo in cui la formalità e l'istituzionalismo hanno lasciato posto alle opinioni personali, alle prese di coscienza e alle speranze del Presidente Napolitano.
Si è presentato davanti alle telecamere con volto provato, parlando subito di come i suoi doveri di Capo dello Stato siano dovuti troppo onerosi per un uomo della sua età e che le sue dimissioni ormai prossime non devono essere viste come una rinuncia a compiere il proprio dovere, ma piuttosto come la presa di coscienza dei propri limiti.
Di tutt'altra natura la seconda parte del discorso, nel quale il Presidente ha parlato dell'importanza del proseguire con il cammino delle riforme, rimarcando come la sfiducia nelle istituzioni politiche possa rivelarsi molto dannosa e assolutamente disutile nel percorso di crescita economica e uscita "dalla crisi mondiale in cui siamo precipitati almeno dal 2009" e auspica che le riforme più impellenti, come quella del Parlamento e del lavoro, siano portate al termine del cammino parlamentare in breve tempo con la collaborazione di tutte le forze politiche per il bene del paese, confermando ancora una volta l'ideale di unità per il bene dell'Italia che lo stesso Presidente Napolitano aveva espressamente richiesto all'inizio del suo secondo mandato nella primavera del 2013. Intenso è stato anche il suo intervento sull'Europa, nel quale il Presidente si è rivolto con forza al Governo Renzi affinché sfrutti il semestre europeo per rilanciare l'economia dell'Italia e far ripartire il paese, fiducioso che l'Europa possa garantire un importante sviluppo nel prossimo futuro, con un'ulteriore apertura degli orizzonti extra-nazionali. Forte è dunque il messaggio di Napolitano al Governo e agli organi istituzionali, perché garantiscano l'onestà e la trasparenza sporcate dalle vicende di corruzione che si sono viste troppo frequentemente negli ultimi anni. Tuttavia, il Presidente rimarca come queste vicende non debbano diventare l'immagine dell'Italia, ma che questa immagine debba andare a fotografare le punte di diamante del nostro paese, come Samantha Cristoforetti e la neo-direttrice generale del Centro Europeo per la ricerca Nucleare Fabiola Gianotti, già in precedenza citate da Napolitano come "orgoglio italiano". Infine, il Presidente si congeda dal mondo della politica, da vecchio e stanco leone, simbolo di un'era ormai giunta al suo canto del cigno.

Luca Mombellardo

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