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Il cane ha tentato di difendere Barbara
Le confidenze dell'ex marito al bar

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Articolo pubblicato il 17/11/2015 alle ore 10:15.
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Un frame del video girato sul luogo dell'omicidio
I commenti si fanno a bassa voce, a pochi metri da quel corpo steso a terra e nascosto da un lenzuolo della Scientifica. Sono uomini, donne, ragazzi. Conoscenti o semplici curiosi che alla notizia del brutale omicidio di Barbara Natale sono accorsi sulla scena del delitto. Non sono i testimoni diretti dell'omicidio, quelli sono stati subito condotti in caserma dai carabinieri di Canelli per le deposizioni, ma è gente comune che ha raccolto le testimonianze concitate di chi era presente e ha visto. «Io sono arrivata quando i sanitari del 118 stavano ancora cercando di rianimarla. Sembra che l'abbia aggredita alle spalle con qualcosa – parla con la voce strozzata dall'emozione una donna sulla quarantina – La conoscevo di vista. Era da poco arrivata qui nel palazzo, ospite dalla sua amica. La vedevo portare a spasso il cane. Era sempre molto gentile e carina ma anche riservata».

Il cane, un dalmata ben curato, aveva tentato di difendere fino all'ultimo la padrona dai fendenti dell'ex marito ma la museruola gli aveva impedito di attaccare l'aggressore. «Abbaiava come un pazzo, si sentiva dal fondo della strada. Non dimenticherò mai più quei versi. Una cosa orribile» racconta un signore anziano, che non ha assistito all'aggressione ma ha poi visto la donna riversa a terra. «Chi l'ha soccorsa ha raccontato che il dalmata sembrava impazzito. Lui è fuggito subito in una macchina rossa tanto che per poco non investiva due pedoni che stavano arrivando - spiega una donna stretta nel suo cappotto - Il cane è rimasto accanto alla donna fino all'arrivo dei sanitari e guaiva. Lo hanno poi consegnato ad una ragazza, forse la figlia, non so».

Con lo spargersi della notizia arrivano persone anche da Santo Stefano Belbo, il paese in cui la coppia risiedeva. «Conoscevo Caramello – racconta un uomo sulla cinquantina – Che tipo era? "Genio e sregolatezza". E' uno che lavora, bravo a fare tutto e se non ha il lavoro se lo inventa. Purtroppo però ci dovevi stare attento» Chiediamo di spiegarsi meglio: «uno un po' irascibile, molto aggressivo». Un elemento confermato dal suo accompagnatore, anche lui santostefanese che aggiunge: «una ventina di anni fa era stato coinvolto in quel fatto del "Boccanera" di Cossano, sembra avesse dato fuoco all'auto di un suo rivale in amore davanti alla discoteca». Tra i presenti qualcuno mormora che tempo fa, in un bar della zona Caramello avesse detto "Prima o poi quella l'ammazzo". Nessuno però immaginava che l'uomo potesse mettere in atto la minaccia. La frase sembrava essere stata pronunciata in un momento di rabbia. Purtroppo, di lì a poco Luigi Caramello è passato dalle parole ai fatti.

Lucia Pignari

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