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Il bambù del paradiso che cambia faccia con le stagioni

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Articolo pubblicato il 15/12/2014 alle ore 16:32.
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La Nandina, conosciuta anche come bambù sacro o bambù del Paradiso
La Nandina, conosciuta anche come bambù sacro o bambù del Paradiso, è un piccolo arbusto dai rami sottili e flessibili e dalle foglie lanceolate che le conferiscono un’allure di leggerezza che ricorda, appunto, il bambù. Cresce lentamente, ma imperterrita, senza bisogno di grandi cure e accortezze e cambia faccia a ogni stagione. Le foglie sottilissime, che rinnova senza spogliarsi mai del tutto, virano al rosa in primavera, sono verde brillante in estate e rosso-porpora in autunno. I fiori, bianchi e piccolissimi, sono riuniti in pannocchie, compaiono durante tutto il periodo estivo e, in autunno, si trasformano in lucide bacche rosso-porpora, che regalano una nota di colore da novembre a febbraio. Come la maggior parte delle piante esotiche, anche la Nandina, originaria dell’India, della Cina centrale e del Giappone, approda in Europa al seguito di un botanico cacciatore di piante.

È il 1804 quando lo studioso inglese William Kerr intuisce che questo piccolo arbusto, da secoli coltivato vicino ai templi come pianta sacra e augurale, avrà successo nel vecchio continente. Arrivata a Londra il nome giapponese nan-den viene latinizzato in Nandina e la sua diffusione, inizialmente limitata ai giardini delle ville nobiliari, conosce un vero e proprio boom negli ultimi decenni.
La Nandina può essere facilmente coltivata in giardino o sul balcone, in piena terra, o in vaso: le sue dimensioni non superano i 150 cm di altezza e i 90 cm di diametro, ancora più compatta e “gestibile” la Nandina domestica “Pygmaea” che non supera i 60 cm di altezza e i 70 cm di diametro.

Predilige un’esposizione in pieno sole e un terreno fresco, permeabile e ben drenato. Non vuole essere potata, patisce i ristagni idrici e le temperature troppo rigide, ma sopporta senza problemi qualche grado sotto lo zero. Si può provare a moltiplicare la Nandina per seme o per talea ma non è facile e occorre attendere anni per ottenere dei nuovi esemplari di una certa grandezza. Al contrario, se la pianta è ben ambientata, con la giusta esposizione e umidità, non è raro che si moltiplichi spontaneamente per seme.

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