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I tre “giganti” dell’Asl
vanno a trattativa privata

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Articolo pubblicato il 14/10/2014 alle ore 07:00.
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La presentazione pubblica del progetto di recupero del vecchio ospedale
Quelli che fino ad una decina di anni fa erano dei punti nevralgici intorno ai quali girava mezza città, oggi sono solo dei grandi “contenitori” vuoti in cerca di investimenti ma anche, e soprattutto, di idee. Parliamo dei tre ex immobili dell’Asl che, dopo l’apertura del nuovo ospedale Cardinal Massaja, sono irrimediabilmente caduti in disuso: il vecchio ospedale di via Botallo, l’ex mutua di via Orfanotrofio e l’ex maternità di via Duca d’Aosta.

Per due volte l’Asl ha bandito un’asta per venderli al miglior offerente, ma in entrambi i casi di acquirenti non se ne sono visti, neppure dopo il ribasso d’asta che ha registrato uno “sconto” di oltre 8 milioni di euro. Alla seconda asta andata deserta, tutti si aspettavano lo “spacchettamento” del lotto in tre singole offerte, ritenendo che fosse più facile trovare acquirenti interessati all’acquisto separato degli ex immobili, ma il nuovo assessore regionale, al quale il direttore dell’Asl, Galante, deve riferirsi per ogni decisione, non è d’accordo.

Così i tre “giganti dormienti” tornano sul mercato in un unico blocco. Ma questa volta non andranno più all’asta. E’ stato infatti pubblicato sul portale dell’Asl di Asti l’avviso di “procedura negoziata” delle tre unità immobiliari. Primo atto della trattativa è la manifestazione di interesse dei soggetti che mirano all’acquisto del lotto. C’è tempo fino a mezzogiorno del 14 novembre per farsi avanti e per farsi iscrivere nell’elenco che verrà redatto dall’Asl. Scaduto il termine, l’Asl inviterà singolarmente tutti i richiedenti a formulare un’offerta per l’acquisto degli immobili secondo modalità che verranno successivamente comunicate dall’ente. Attualmente, la stima del perito fissa in poco meno di 24 milioni di euro il valore complessivo dei tre immobili che insieme totalizzano 144 mila metri cubi di volumetria.

L’avviso arriva negli stessi giorni in cui un pool di giovani progettisti coordinati dall’architetto Ferrante Marengo e da Luciano Bosia hanno presentato un articolato progetto di recupero dell’ex ospedale di via Botallo. Un’area importante e vasta, nel cuore della città, dove potrebbero trovare posto non solo uffici direzionali ma anche botteghe di quartiere, spazi commerciali, un ostello, un albergo, bar ristorante, un asilo , studi professionali, una sala conferenze capiente e un’area da destinare al co-housing, ovvero alloggi di piccole metrature in cui possono abitare piccoli nuclei famigliari che possano usufruire di servizi in comune.

Un progetto con una stima di realizzazione intorno ai 40 milioni di euro in cerca di finanziatori. Perchè, nonostante il periodo di crisi nera, il problema principale che si incontra nel dare nuova vita a questi grandi contenitori potrebbe essere proprio una mancanza di idee e di prospettive a lungo periodo più che di reperimento del denaro necessario ad acquistare e ristrutturare le strutture. Per almeno uno di essi le idee sono pronte e dettagliate. Per gli altri due ancora nulla all’orizzonte.


Daniela Peira

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